La vanillina è di origine chimica, usiamo la vaniglia

La vanillina  è di origine chimica, usiamo la vaniglia
Vaniglia e vanillina entrambi aromi, usati per aromatizzare e profumare dolci, biscotti, creme, budini, liquori, torte e altro.

La vaniglia in bacche profumate, può superare i 1.300 € al Kg, mentre la vanillina costa circa 30 € al kg.

Cos’è la vanillina?

La vanillina è un aroma di sintesi ottenuto chimicamente da alcune frazioni del petrolio o dai residui della cellulosa (più precisamente dalla lignina contenuta nelle acque reflue della cartiere).

La vanillina in commercio (6 bustine circa 1 €) si ottiene quindi per sintesi chimica.

E’ indispensabile che sia fatta con le migliori accortezze, eliminando ogni tipo di sostanza chimica utilizzata per la sua produzione (come il solvente toluene, altamente cancerogeno).

Non sempre questo avviene: il 27 aprile 2010 un grandissimo lotto di vanillina sintetica proveniente dalla Norvegia fu ritirata dal mercato perchè contaminata con il toluene!

Che cosa è la vaniglia?

La vaniglia è la profumatissima bacca di un’orchidea.

Contiene un aroma, tra le sue 250 sostanze aromatiche,che si chiama Vanillina , ovviamente è naturale.

Questa notevole differenza fa sì che utilizzando vaniglia o la vanillina il risultato finale cambia.

La Vaniglia è consigliabile sempre e comunque, non solo per il suo aroma inconfondibile, dolce, persistente, piacevole (senza il retrogusto amaro della Vanillina di sintesi)

ma soprattutto a beneficio della nostra salute.

Il baccello di vaniglia , una volta svuotato dei suoi semi si può conservare in un contenitore con lo zucchero,

questo diventerà zucchero vanigliato con un procedimento economico e naturale.

Fonte: web

Cosa devo fare se ho i capelli elettrici


Cosa devo fare se ho i capelli elettrici
EVITARE:

L’uso di pettini o spazzole di plastica: le fibre sintetiche farebbero aumentare la carica elettrica dei capelli. Attenzione anche alle fibre di maglioni, sciarpe e cappelli.

L’eccessivo sfregamento è tra le cause principali dell’elettricità dei capelli: non strofinare troppo il cuoio capelluto mentre fai lo shampoo e, dopo, non frizionare troppo energicamente i capelli; per togliere l’eccesso di acqua, è sufficiente tamponarli.

Il calore aumenta l’elettrostaticità, quindi meglio evitare di lavare i capelli con acqua bollente e non esagerare con la temperatura del phon.

Per gli stessi motivi dei punti precedenti, anche la piastra è da evitare in quanto fonte di calore oltre che di sfregamento. Se vuoi usarla comunque per stirare i capelli, imposta la temperatura più bassa e non fare troppi passaggi sulla stessa ciocca.

Può forse sembrare strano ma utilizzare un asciugamano in microfibra per tamponare i capelli dopo averli lavati è un altro metodo per prevenire l’elettricità nei capelli.

5 COSE DA FARE

1) Prediligi pettini in legno e spazzole con setole naturali: agiscono distribuendo il sebo tra i capelli, che blocca l’umidità e previene una buona dose di elettricità.

2 )Mantieni i capelli ben idratati, dall’interno facendo attenzione alla dieta, e dall’esterno con gli oli naturali e applicando un prodotto termo protettore prima di fare la piega.

3 )Scegli un phon con getto di ioni, sostanze che idratano il capello e richiudono le cuticole, rendendole meno sensibili ai fattori esterni come l’aria fredda e secca o l’umidità.

4) Dopo aver fatto la piega, anche uno spruzzo di lacca aiuta a richiudere le squame delle fibre capillari. Per un effetto più naturale, spruzza la lacca sul pettine o sulla spazzola e passala sulle lunghezze.

5) In alternativa, va benissimo anche della comunissima crema idratante. Dopo aver spalmato la crema sulle mani fino a completo assorbimento, accarezzare i capelli ridurrà l’effetto elettrico senza appesantirli.

Perché i capelli diventano elettrici?

Secondo le leggi della fisica, due oggetti con lo stesso tipo di carica elettrica si respingono. È quello che succede ai capelli: si respingono tra loro perché diventano tutti caricati positivamente per via della perdita di elettroni dovuta al contatto con strutture differenti.

Fonte: hairhadvisor

Alcuni consigli per eliminare pancia e fianchi facilmente.

Incominciamo con un po' di riscaldamento
Incominciamo con un po’ di riscaldamento
fianchi
Per snellire i fianchi
gambe a 90 gradi
Gambe a 90°
Addominali per pancia
Esercizio per eliminare la pancia

esercizi con la palla

Alcuni consigli per eliminare pancia e fianchi facilmente.

L’estate è ormai alle porte, e presto toglieremo cappotti e maglioni che ci hanno aiutato a nascondere le nostre imperfezioni.

Come possiamo fare per eliminare i rotolini di troppo che abbiamo accumulati quest’inverno su pancia e fianchi ?

Due cose importanti: oltre a una dieta mirata , servono esercizi mirati per tonificare pancia e fianchi.

“Se non siamo abituate a fare ginnastica spesso, consiglio innanzitutto facendo un po’ di riscaldamento e poi incominciare ripetendo gli esercizi solo 10 volte,

insomma, un po’ per volta aumentando man mano fino ad arrivare a 20 “.

ESERCIZIO 1: sdraiati sul pavimento con le gambe tese ed appoggiati sul fianco.

Solleva verso l’alto la gamba e torna alla posizione di partenza.

Ripeti 20 volte il movimento con una gamba, poi con l’altra .

ESERCIZIO 2: mettiti in piedi e prendi una palla ,tienila con le braccia tese, inclinati prima verso destra, dopo verso sinistra.

Ripetete l’esercizio 20 volte per tre serie.

Un altro esercizio utile è questo: sdraiati sul tappetino a terra e piega le gambe a 90°.

Appoggia la pianta dei piedi a terra e porta le mani dietro la testa.

A questo punto, alza il petto e resta in questa posizione per almeno 5 secondi.

Torna alla posizione di partenza.

Ripeti 20 volte per tre serie intervallate da un minuto di riposo ciascuna.

Quando sarai ben allenata, potrai passare a un esercizio più duro e cioè, questo: ruota il busto di lato cercando di avvicinare il gomito al ginocchio opposto.

Esegui l’esercizio mantenendo sempre i piedi ben piantati a terra in tensione per cinque secondi, poi torna a terra e ripeti l’esercizio dall’altro lato.

Fai tre ripetizioni da 10 esercizi l’una. Questo tipo di movimento fa lavorare i muscoli addominali obliqui e serve per assottigliare la fastidiosa “pancia”.

Ed ora,una bella doccia per togliere la “fatica”.

Fonte: web

Se hai bevuto, lascia guidare qualcun altro! Video da guardare assolutamente.

non guidare ubriaco

Facciamolo girare questo video, sopratutto tra i giovani, in modo che possano capire quanto sia importante mettersi alla guida senza bere.

L’attenzione,dopo aver bevuto, viene a mancare quasi subito, inoltre,chi ha bevuto troppo, spesso ha l’istinto di spingere sull’acceleratore.

Non solo mette a repentaglio la propria vita, ma anche quella degli altri.

L’alcool agisce su diverse funzioni cerebrali con effetti diversi e strettamente correlati alla quantità di alcool presente nel sangue, e alla persona che l’ha bevuto.

Oltre ai valori dell’alcolemia massima, entra in gioco la diversa sensibilità delle persone a quei valori, e soprattutto alla velocità con la quale essi aumentano.

Le alterazioni delle funzioni psichiche e sensoriali, rilevanti per la guida, possono infatti innescarsi a valori diversi da persona a persona.

Condividi questo video con tutti i tuoi contatti, riflettiamo!

Fonte: web

“Ansia” combatterla con rimedi naturali.

"Ansia"  combatterla con rimedi naturali.

“Ansia” combatterla con rimedi naturali.

Capire le cause che sono alla base di un disturbo legato alla sfera della mente non è molto sempre semplice.

L’ansia può scaturire da motivazioni esterne come un forte stress, ma molte volte non sembra esserci una motivo scatenante.

In generale, comunque, è possibile individuare tre grandi tipologie di fattori che influiscono sulla persone determinando stati di ansia più o meno gravi.

Lo stile di vita intenso (ritmi di lavoro frenetici, abusi di farmaci.

Accade frequentemente che l’ansia generi paure irrazionali, stati di fobia incontrollabili che hanno nomi diversi a seconda

di ciò che si trasforma nella causa scatenante di ansia (dalla classica agorafobia, la paura degli spazi aperti, all’aracnofobia, la paura dei ragni,

fino all’amatofobia, paura della polvere, o la misofobia, paura di rimanere “contaminati” dal contatto con corpi estranei, più spesso dal contatto umano).

Molto diffuso è il DAP (disturbo da attacchi di panico), invece si chiama GAD (disturbo da ansia generalizzata) la condizione

di ansia persistente che genera irrequietezza motoria, agitazione, disturbi del sonno.

Per la cura dell’ansia in fitoterapia si utilizzano tisane, tinture madri o estratti secchi di piante ad azione sedativa intervenendo

sul sistema interessato dalla somatizzazione di tale disturbo.

Se infatti lo stato d’ansia si manifesta sull’apparato muscolare, molto utili saranno camomilla e melissa che calmano irritabilità e tensione nervosa, attraverso il rilassamento della muscolatura.

Sono indicate perciò, per la loro attività antispasmodica nei disturbi gastrointestinali di origine neurovegetativa,

come colite spastica, intestino irritabile, gastrite e meteorismo.

Se l’ansia si accompagna a tachicardia, palpitazioni, alterazioni del ritmo cardiaco, ipertensione, tiglio e biancospino svolgendo un’azione ipotensiva e calmante sul sistema cardiocircolatorio,

sono impiegati per combattere l’insonnia, aritmie, nervosismo e mal di testa, dovuto a stati ansiosi e stress.

Anche nelle forme dei gemmoderivati, rispettivamente Tilia tomentosa e Crataegus oxyacantha, sono rimedi efficaci

per rilassare le persone molto nervose, nelle quali riducono l’emotività, negli stati di agitazione, angoscia, e in caso d’insonnia di anziani e bambini.

La passiflora (Passiflora incarnata) le parti aeree svolgono un’azione sedativa del sistema nervoso centrale con effetti tranquillanti e ansiolitici.

Il tipo di attività esercitata da questa pianta è simile ai calmanti di sintesi, in quanto possiede recettori comuni alle benzodiozepine,

ma senza produrre gli effetti narcotici collaterali, che questi farmaci possono dare.

E’ di grande aiuto l’Aromaterapia .

Nel trattamento dell’ansia in genere viene consigliato l’olio essenziale di melissa: 2/3 gocce di olio essenziale per 3 volte al giorno sciolto in un cucchiaio di miele.

L’olio di lavanda, assai usato in aromaterapia poiché molto versatile, rilassa l’organismo e viene impiegato nel diffusore,

miscelato con acqua o altri oli vegetali, oppure nella vasca da bagno (da 5 a 10 gocce).

La medicina cinese.

Con il pollice della mano destra massaggiate con movimento circolare, per circa due minuti, il centro del palmo della mano sinistra.

Ripetete il massaggio sulla destra.

Un’altra tecnica è quella di premere con l’indice, per cinque minuti, il punto che si trova tra le due sopracciglia: esercitate un po’ di forza nella pressione, il beneficio sarà immediato.

Fonte: curenaturali