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Auguri a tutti i papà, a chi lo è stato e a chi non se l’è sentita di esserlo.

bimba balla col papà

Tanti Auguri a tutti i papà, a chi lo è stato e a chi non se l’è sentita di esserlo.

Auguri ai papà assenti, a quelli che lo sono stati solo in un certificato, a quelli con i rimorsi e i rancori, a quelli che la vita l’hanno donata ma non sono stati in grado di caricarsela sulle spalle e crescerla.

Per paura, per responsabilità. Auguri ai papà dalle mani ruvide, quelli “forti” orgogliosi, quelli che non piangono mai, e a quelli che hanno pianto una sola volta nella vita, accompagnando all’altare la propria figlia.
Auguri ai papà dai cuori nascosti, quelli che non dicono mai ti voglio bene ai figli, ma che dentro al loro cuore hanno sempre avuto tanto amore, quelli che ti abbracciano nella notte dei sogni,
quelli della forza dei leoni, quelli che non si “emozionano” mai, ma hanno il cuore tenero come il burro.
Auguri ai papà chiusi in gabbia, quelli che hanno donato la libertà ai propri figli, quelli che oggi sognano di essere liberi, per riscattarsi, perchè hanno sbagliato, a quei papà che vogliono esserlo sempre,
comunque vada la vita.
Auguri ai papà stanchi, quelli che tornano tardi, quelli che si spaccano la schiena rinunciando alla compagnia dei propri figli, per necessità, per amore, a quelli lontani dai propri figli,
quelli che noi figli li abbiamo visti e sentiti solo con il bacio della buonanotte.
Auguri ai papà che sono diventati nonni, che noi figli abbiamo riscoperto diversi, quasi a non riconoscerli più, e scoprirne in loro, quei lati dolci, quasi estranei.
Auguri ai papà intelligenti, quelli divorziati, che non hanno rinunciato ad esserlo, che non si sono persi nessun momento, nessuna emozione, per un amore che non è stato.
Auguri alle donne papà, a quelle che non si sono mai arrese, a quelle dalle unghie rotte, a quelle che hanno indossato i coglioni perchè in casa mancavano, a quelle che nonostante tutto non hanno mai perso la loro femminilità,
auguri anche a loro, che con grande amore sostituiscono una figura insostituibile.
Auguri ai figli dei papà, noi che da figli non li abbiamo mai compresi, e adesso che lo siamo diventati, ne abbiamo capito la figura e il significato.
Auguri a quei papà che lo sono stati per un attimo in una sala parto, a quelli che lo sono stati per pochi anni, ai papà figli di un destino amaro, crudele, a quelli che hanno perso la fede in Dio non trovando la rassegnazione,
auguri ai papà degli angeli, delle stelle più luminose, a quelli che danno coraggio alla propria moglie per poi piangere in un angolo di una stanza al buio.
Auguri a chi papà non lo è diventato per natura, ma lo è stato lo stesso crescendo un figlio venuto da lontano, a chi non ha visto il colore della pelle, le differenze, a chi ha lottato per esserlo donando amore.
Auguri a chi è papà, e un papà non ce l’ha più, a chi lo bacia attraverso una foto, a chi non ha fatto in tempo a dirgli ti voglio bene, a chi darebbe la vita oggi, per poterci anche solo per un attimo discuterci un po’,
confrontarsi, e dimostrargli l’uomo che è diventato.
Auguri ai papà che sono andati via per sempre, lì oltre le nuvole, a quelli che ci proteggono ancora, a quelli che non hanno avuto la fortuna di vederci crescere, quelli che non vedremo mai spingere un passeggino al parco,
auguri a loro, perché pur lontani sentiremo sempre la loro presenza nei nostri cuori.
Auguri a tutti i papà, perché non saranno mai come le mamme, ma il cuore di ognuno di loro verso i figli ha lo stesso amore.
Auguri papà.

Fonte: frasiaforismi

A mia madre, che non è più accanto a me da troppo tempo


Nuvole e Anime

A te mamma , che non sei più con me da troppo tempo,
voglio dedicarti una canzone.
Ascoltala e vienimi in sogno.
Ti aspetterò ogni notte,
ma vieni,
non farmi aspettare,
ti voglio abbracciare
perchè ancora un bacio ti voglio dare.
Il tempo passa ma il tuo ricordo non può svanire.
Che il mio amore ti arrivi fin lassù.
Ti amo di bene e ti amo da morire.

Marcy

La lettera al “passeggero sconosciuto” del volo 1850 da Philadelphia che sta diventando virale.

kate
Ti è mai capitato di cominciare male la tua settimana?

Leggi questa lettera e qualsiasi cosa ti potrà accadere in futuro, non sarà mai così bella , da volerla raccontare al mondo.

Il portale FaitHit ha pubblicato la commovente lettera di Shanell allo sconosciuto che ha giocato pazientemente in aereo con sua figlia Kate, una bimba autistica.

“Caro “papà'” del posto 16C sul volo 1850 da Philadelphia,ho fatto sedere Kate sapendo bene che avrebbe viaggiato accanto a uno sconosciuto.

Sapendo della sua mania di alzare e abbassare la tendina del finestrino, ho deciso di farla sedere in un posto al centro.

C’era un’intera squadra di basket con noi, pensavo sarebbe capitata con uno di loro, e invece ha trovato te.

Nel momento stesso in cui ti sei seduto, lei si è strofinata sul tuo braccio: il tuo vestito era morbido e a lei piaceva.

Poi, quando Kate ti ha detto ‘Ciao papà, questa è la mia mamma’, l’hai conquistata. Sei stato al gioco anche lì.

Avresti potuto innervosirti, avresti potuto ignorarla, avresti potuto lanciarmi uno sguardo come a dire “Vedi di controllarla”.

Non hai fatto niente di tutto questo.

Hai iniziato a chiacchierare con Kate, chiedendole tutto sulle Tartarughe Ninja, poi avete giocato con i pupazzi.

Quando ti ha dato Schroeder e ti ha chiesto di fare il cattivo (fidati, per lei è un onore), tu hai giocato con lei, e non sembravi mai infastidito.

Avete continuato a divertirvi insieme, poi ti ha dato un po’ di tregua almeno quando ha iniziato a giocare con le Barbie.

Scommetto che hai anche tu una figlia.

I problemi sono iniziati prima dell’atterraggio.

Kate ha iniziato ad urlare, non voleva la cintura di sicurezza allacciata e voleva che aprissero la porta dell’aereo.

Anche se era difficilmente controllabile, hai provato a distrarla con i suoi giochi, e questo mi ha emozionato.

Grazie per averci fatto passare all’uscita, e di averla abbracciata. Una volta scesa dell’aereo, stava molto meglio, se vuoi saperlo.

Per questo ti ringrazio. Grazie per non avermi fatto ripetere le solite frasi di scuse che devo dire spesso in pubblico,

per aver intrattenuto Kate facendole vivere il miglior volo della sua vita, e per aver messo da parte i giornali per giocare con lei».

Fonte: giornalettismo

La confessione di due fratelli gemelli americani sta commuovendo il web. Video.

La confessione di due fratelli gemelli americani sta commuovendo il web.

I due fratelli chiamano il padre al telefono per cercare di confessare la loro omosessualità, non riescono a dirglielo subito,ma poi scoppiano in lacrime.

“Papà, siamo gay”…

Il video di questi due fratelli gemelli entrambi gay, sta facendo commuovere il web.

Aaron e Austin Rhodes, americani di 19 anni, hanno deciso di registrare tutto in un video che poi hanno pubblicato sul web.

Otto minuti per confessare la loro omosessualità.

“Papà sono gay e lo è anche Austin”, dice Aaron al telefono , prima di scoppiare in lacrime.

Ma la la risposta del padre è sorprendente: “Vi voglio bene e questo non cambierà mai, dovete vivere la vostra vita e fare ciò che volete,

siete i miei figli e non smetterò mai di volervi bene”.

Fonte: tgcom24

A uccidere il piccolo Loris è stata la madre e ha fatto tutto da sola…

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Questi sono gli elementi che non tornano nel racconto della madre ai magistrati e alle forze dell’ordine.

Il bambino non è mai salito in auto e non ha mai raggiunto la scuola, la madre ha passata oltre mezzora in casa con il figlio, 6 minuti vicino

al luogo del ritrovamento del cadavere senza una spiegazione plausibile.

Le contraddizioni sono tante e molti i buchi che la donna non ha ancora spiegato.

Così come dovrà chiarire meglio l’ episodio delle fascette elettriche consegnate alle maestre che sono andate a trovarla per farle le condoglianze.

“Loris mi aveva detto che servivano per i lavoretti di scienze”, ha detto la donna alle maestre, ma le insegnanti hanno smentito.

Intorno alle 8.15 di sabato 29 novembre, ha messo a verbale la madre, “siamo usciti dalla mia abitazione…io, Loris ed il fratello siamo saliti sulla mia autovettura,

una Volkswagen di colore nero, quindi percorrendo la via Roma siamo usciti dal centro abitato” per

andare a buttare la spazzatura nei cassonetti poco distanti.

La telecamera dell’emporio Vanity and House, piazzata davanti alla casa, riprende però un’altra scena, alle 8.32.

Veronica, Loris e il figlio più piccolo escono di casa e si dirigono verso l’auto, ma meno di un minuto dopo, hanno scritto gli investigatori, “si notava ricomparire sulla visuale della telecamera e condursi molto velocemente nel ballatoio che porta al portone d’ingresso”

dell’abitazione degli Stival, “la figura riconducibile al bambino di maggiore età.

Tale figura permaneva circa un secondo davanti al portone e spariva introducendosi all’interno dello stabile”.

E’ l’ultima immagine di Loris in vita, con il bambino che dunque torna a casa e non va a scuola.

Dopo aver buttato il sacchetto dei rifiuti, continua la madre di Loris nel verbale, raccontando il percorso fatto quella mattina, “…svoltavo a destra per via Di Vittorio e,

giunto all’intersezione con via Fratelli Cervi, svoltavo a sinistra fermandomi poche decine di metri dopo.

Lì scendeva mio figlio Loris che si avviava verso la scuola”. Anche questa versione viene smentita dalla telecamere, ben 4, posizionate in varie strade di Santa Croce Camerina.

Tutte le telecamere, infatti, “non rilevano in alcuna maniera, durante la fascia oraria d’interesse sopra citata e cioè a decorrere dalle 8:33 alle 8:39,

il passaggio dell’autovettura Volkswagen Polo di colore nero”.

Nei due verbali fin qui firmati, Veronica si è contraddetta anche su quanto accaduto dopo aver lasciato Loris.

La sera del 29 novembre ha sostenuto di esser andata direttamente al corso di cucina al castello di Donnafugata.

Il giorno dopo invece, di esser passata per casa per alcune “faccende domestiche” prima di raggiungere la tenuta, uscendo alle 9.15 da casa.

Quel che invece dicono le telecamere è che la madre di Loris rientra a casa alle 8.49 e ci rimane fino alle 9.25.

Quindi 36 minuti in cui è a casa con il figlio, che a scuola non è mai andato e in cui parla al telefono una sola volta, alle 9.23, con il marito. Cosa è accaduto veramente in questo lasso di tempo?.

La mamma di Loris ha detto agli investigatori di esser uscita, di esser passata per dei cassonetti con l’obiettivo di buttare il sacchetto della spazzatura dimenticato da Loris e poi di essere andata al castello di Donnafugata.

Le telecamere dicono però che alle 9:27:08 la sua Polo era a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio.

E 9 minuti dopo viene ripresa da un’altra telecamera posizionata in un punto che, hanno accertato gli investigatori rifacendo il percorso con la stessa donna, si raggiunge in 3 minuti.

Cosa ha fatto dunque Veronica in quei 6 minuti nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?

Dopo questo giro, Veronica torna ancora una volta a casa, dove rimane per 3 minuti e mezzo.

Poi riparte, le telecamere indicano circa le 9.42, e questa volta va a Donnafugata dove arriverà alle 9.55 circa.

Cosa va a fare a casa in quei 210 secondi?

Investigatori ed inquirenti ipotizzano che sia andata a recuperare lo zainetto blu con le cinghie gialle di Loris, che non è ancora stato trovato.

Fonte: caffeina