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Novità: il vino “blu zaffiro”

Novità: il vino "blu zaffiro"
Novità: il vino “blu zaffiro”

In Italia l’idea del blu è già stata sperimentat: ma ci si è limitati alla bottiglia, come ha fatto Michela Muratori di Villa Crespia con il suo Millè Franciacorta di Villa Crespia.

Conosciamo vini bianchi, rossi e rosati. Da oggi, però, negli scaffali dei supermercati e delle enoteche sarà possibile trovare anche il vino di colore blu.

Il vino blu è creato con un mix di uva bianca e nera, mescolata con antocianina, un pigmento presente nella buccia dei chicchi d’uva che ne produce il colore. Nessun colorante.

Si sa ancora poco sul sapore, e i creatori invitano a non avere preconcetti.

Lo slogan del vino che si chiama GIK è: “Aprite le menti e ignorate tutti i pregiudizi”.

Sono stati necessari due anni di lavoro con diversi ricercatori universitari.

I sei giovani inventori spagnoli non hanno alcuna esperienza nella produzione di vino ma ritengono che questo sia il loro punto di forza: “Nel nostro paese il vino è
sempre stato su un piedistallo, così abbiamo pensato che fosse bello che anche la gente qualunque, senza conoscenze, potesse crearlo”.

Il vino blu è così glamour che non conta con che uve si faccia. Una miscela di bianche e rosse della regione basca, assicurano i produttori.

Fonte: web

In arrivo la nuova scheda per le notifiche di Facebook

In arrivo la nuova scheda per le notifiche facebook

In arrivo la nuova scheda per le notifiche Facebook

Novità in arrivo per il noto social network Facebook, che sta per introdurre un nuovo pannello delle notifiche, che si avvicinerà alle schede di Google Now, andando a mostrare informazioni personalizzabili come i promemoria di compleanni degli amici e degli eventi, risultati sportivi e avvisi sui programmi televisivi in base ai vostri like. Da un po’ di tempo Facebook sta cercando di migliorare il tab delle notifiche in modo da rendere questa sezione un posto dove non limitarsi a controllare le foto degli amici in cui siamo taggati o quale amico ha scritto sulla nostra bacheca.
Ma, grazie all’ultimo aggiornamento,nella scheda delle notifiche troveremo tutte le informazioni che desideriamo sui nostri amici, interessi ed eventi che accadono intorno a noi.
Per esempio, da adesso in poi sarà possibile modificare le impostazioni delle notifiche in modo che il tab includa anche promemoria relativi ai nostri programmi televisivi preferiti, consigli su dove mangiare nelle vicinanze, previsioni meteo e informazioni su tutto ciò che sta accadendo nelle nostre vicinanze.

Bisogna però fare attenzione: per poter modificare in tal modo le opzioni delle notifiche bisognerà essere sicuri che la Location History sia attiva, altrimenti non funziona.
Sembra quasi che Facebook stia cercando di fare in modo che la sua applicazione sia la prima e sola cosa che vedete quando guardate il vostro smartphone.

Tramite questo aggiornamento le notifiche di Facebook cominceranno ad assomigliare a Google Now.
Grazie a questo update gli utenti dovrebbero rimanere sulla piattaforma più a lungo e dovrebbero utilizzare maggiormente funzionalità come Places.
Fra le opzioni che potrete scegliere nel nuovo tab delle notifiche di Facebook ci sono:

Eventi importanti degli amici, inclusi i compleanni.
I risultati sportivi e promemoria televisivi basati sulle pagine dove avete messo il vostro Like
Eventi a cui vi siete iscritti.
Eventi locali e notizie dalla città in cui vivete.
Aggiornamenti meteo, incluse le allerte meteo e gli avvisi di maltempo.
Film proiettati nelle sale vicino a voi .
Persino ristoranti e luoghi dove mangiare con collegamenti alle relative pagine su Facebook e recensioni.

* Al momento tale funzione è disponibile per iOS e Android in America.
Non si sa ancora se e quando, questa novità arriverà anche in Europa.
Fonte: blogo

Elogio della tristezza

Elogio della tristezza

Elogio della tristezza

“Inside Out” è il nuovo cartone animato della Pixar ambientato nel cervello di una ragazzina di 11 anni.
Serve un estremo talento per trasformare le emozioni umane nei personaggi di una storia.
E ci vuole coraggio per rivendicare, tra queste emozioni, il ruolo fondamentale della tristezza, raffigurata come una bambina occhialuta, goffa e blu, come il colore dello spirito.
Per buona parte del film la tristezza si accompagna alla gioia come un intralcio, unchiodo conficcato nel muro dell’ottimismo e della felicità.
Ma in fine la sua importanza verrà riconosciuta.

Nella vita vera non è così, la tristezza viene espulsa da qualsiasi discorso pubblico e privato.
Trattata come un segnale di debolezza, quasi un sabotaggio.
Lo sforzo quotidiano di un genitore consiste nel cercare di allontanare dal figlio il fantasma della tristezza, quasi fosse una condanna a morte anziché un’occasione di vita.
Ma un po’ tutti ne hanno paura e fastidio, a cominciare dagli imbonitori della politica che ci vorrebbero felici e contenti come nelle fiabe.

Per il pensiero dominante la tristezza non consuma e non comunica, si nutre di astinenze e di silenzi, è dannosa.
Ci voleva un cartone animato per ricordarci che un uomo incapace di accogliere la tristezza è un automa.
Non solo perché la gioia senza tristezza perde significato, come la luce senza il buio, ma perchè la tristezza apre squarci che permettono di guardarsi dentro da una nuova prospettiva .
Rende consapevoli, quindi “umani”.

Fonte: Massimo Gramellini (la stampa)

L’albero della vita che trasforma l’aria in acqua il ” Warka Water”

L'albero della vita che trasforma l'aria in acqua

L’albero della vita che trasforma l’aria in acqua ” Warka Water”

Questa invenzione è firmata made in Italy per aiutare le persone in Etiopia
La struttura è fatta in bamboo e raccoglie l’acqua salvando la vita a migliaia di persone.
Gli inventori sono due Italiani, Arturo Vittori e Andrea Vogler dell’Architecture and Vision con il sostegno del Centro Italiano di Cultura di Addis Abeba e la EiABC (Ethiopian Institute of Architecture, Building Construction and City Development).
Il progetto Warka Water, è rivolto alle popolazioni rurali dei paesi in via di sviluppo, dove le condizioni infrastrutturali ed igieniche rendono l’accesso all’acqua potabile quasi impossibile.
Questa struttura trasforma attraverso un processo di condensazione l’umidità in acqua potabile.
L’invenzione è ingegnosa, si tratta di un albero dell’acqua, una torre alta circa dieci metri, la torre dell’acqua ha una struttura reticolare a maglia triangolare realizzata con il giunco, materiale naturale facilmente reperibile e può essere costruita facilmente dagli abitanti stessi.
All’interno della torre è inserita una rete realizzata con un tessuto speciale, polietilene tessile, in grado di raccogliere l’acqua potabile dell’aria tramite condensazione.
La struttura pesa 60 kg, è composta da 5 moduli che possono essere installati dal basso verso l’alto da 4 persone senza la necessità di ponteggi, data la sua leggerezza il sistema deve essere fissato al terreno.
“Warka Water” può raccogliere fino a 100 litri di acqua potabile al giorno.
All’esterno, una custodia consente all’aria di passare, mentre all’interno una rete di nylon raccoglie le gocce di rugiada in superficie.
La differenza di temperatura fra giorno e notte crea la condensa che scivola in un contenitore e l’acqua arriva a un rubinetto attraverso un tubo.
Il costo di ciascun Warka Water è di 360 euro e considerando che può funzionare anche nel deserto, rappresenta una soluzione per milioni di persone in Africa e non solo, che soffrono per il mancato accesso all’acqua potabile.
Per costruirlo, quattro persone impiegano dieci giorni al massimo.
Secondo il giovane architetto Arturo Vittori:”Trasformare l’aria in acqua è un processo che non ha nulla di speciale.
Lo fanno i comuni deumidificatori che abbiamo tutti in casa.
In assenza di elettricità, in questo caso si sfrutta l’escursione termica fra il giorno e la notte, come facevano gli egiziani quattromila anni fa”.
Il nome della sua invenzione deriva dal warka tree, grande albero del fico.
Il progetto ha già fatto il giro del mondo, se ne sono occupati la Cnn e Wired.
L’idea all’architetto è venuta durante un viaggio in Etiopia, dove per la scarsità delle risorse idriche a disposizione, le donne sono costrette a camminare per giorni prima di riuscire a trovare un po’ di acqua.
In particolare nelle aree montane dell’Etiopia le donne e i bambini sono costretti a percorrere lunghi percorsi a piedi per approvvigionarsi da fonti la cui sicurezza dell’acqua è compromessa dal rischio di contaminazione dovuto alla condivisione delle fonti con il bestiame. Questa situazione comporta, oltre ad un elevato rischio per la salute, un aggravio notevole di lavoro per le donne già impegnate in molteplici mansioni domestiche ed accentua l’impossibilità per i bambini e le donne stesse di accedere all’educazione scolastica. Il “Warka Water” si pone come soluzione alternativa per risolvere almeno in parte questa situazione.
Ad oggi ne sono stati realizzati quattro, ma adesso occorre passare alla fase operativa.
Ne va costruito uno in Etiopia e valutare nell’arco di un anno se i calcoli secondo cui a quelle condizioni climatiche, si possono ottenere fino a 90 litri d’acqua al giorno, sono precisi.
Per farlo ovviamente, servono fondi.
Centocinquantamila dollari da reperire attraverso il crowdfounding, la rete, visto che si tratta di un progetto che ha poco a che fare con il business.
Il costo di ciascun albero è limitato e il Warka Water è replicabile senza troppe difficoltà.
Il progetto italiano raccoglie al suo interno i segni di diverse fonti di ispirazione, che uniscono l’aspetto sociale, ecologico ed estetico.
Il nome Warka scelto per il progetto, deriva dalla lingua etiope ed identifica un grande albero di fico, che nella tradizione è simbolo di fecondità e generosità. Allo stesso tempo Warka, nella cultura pastorale etiope, designa il luogo di aggregazione e istruzione della comunità.
Purtroppo a causa del progressivo disboscamento di queste aree la scomparsa di questi alberi e dell’identità culturale ad essi legata sembra inevitabile.
Da un punto di vista ecologico, il sistema trae ispirazione dal piccolo coleottero Namib, copiando le sue strategie di adattamento al clima.
Il piccolo insetto raccoglie l’acqua del deserto facendo condensare l’umidità sul suo addome, dove si trasforma in piccole gocce, che scivolando sul dorso idrorepellente, raggiungono la bocca.
Infine, da un punto di vista estetico gli architetti si sono ispirati all’artigianato tradizionale etiope ed alle nasse tradizionali utilizzate nel Mediterraneo.
La speranza è quella di poter iniziare a diffondere nel 2015 le Warka Water nei territori rurali etiopi.
Se la raccolta avrà successo, il primo albero dell’acqua potrebbe arrivare in Africa già nel 2015 e da quel momento, la storia per le popolazioni africane potrebbe cambiare.

Fonte: ecoliving

Finalmente Here Maps per Android su “Google Play Store”

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Nokia ha rilasciato una nuova versione beta di HERE Maps per Android. L’app può essere scaricata direttamente dal Google Play Store.

Nokia ha annunciato una nuova versione beta di HERE Maps per Android che risolve alcuni bug e aggiunge il supporto per la navigazione vocale in 18 nuovi paesi.
Ma la notizia più importante è la possibilità di scaricare l’app direttamente dal Google Play Store.
Nokia ha inoltre comunicato che HERE Maps arriverà presto anche su iOS.

La prima versione di HERE Maps compatibile con il sistema operativo Google era riservata esclusivamente agli smartphone Galaxy di Samsung.
Successivamente, Nokia ha rilasciato due beta per tutti i dispositivi Android e un aggiornamento per le mappe.
Oltre un milione di utenti hanno già scaricato l’applicazione, un numero che aumenterà sicuramente con l’arrivo sullo store Google, in quanto non è più necessario installare manualmente il file, utilizzando un file manager.

Oltre alla risoluzione di un bug relativo alla navigazione vocale e al miglioramento delle prestazioni, la nuova versione porta a 118 il numero dei paesi in cui è possibile usare la navigazione turn-by-turn.
La funzionalità è ora disponibile anche in Algeria, Angola, Bangladesh, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Cipro, Iraq, Libia, Mauritania, Mauritius, Nepal, Paraguay, Saint Helena, Senegal, Sri Lanka, Suriname, Zambia e Zimbabwe.

Fonte: webnews