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Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo…27 gennaio

Mai dimenticherò la prima notte nel campo
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo…27 gennaio
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.
Elie Wiesel
La notte
Fonte: web

Il 24 novembre 1991 muore Freddie Mercury

Il 24 novembre 1991, a soli 45 anni muore Freddie Mercury , nella sua casa a Londra, per una broncopolmonite aggravata con complicazioni dovuta alla malattia del secolo: l’Aids.

Il 22 novembre aveva rilasciato un comunicato ufficiale da dare in pasto alla stampa:

“…Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia…”

Il suo talento e l’imponente voce, sono state così “grandi” da avergli fatto conferire dalla rivista britannica di musica e cultura, nel 2009, il primo posto in assoluto delle voci rock più belle al mondo.

 Il 24 novembre 1991, a soli 45 anni muore Freddie Mercury , nella sua casa a Londra, per una broncopolmonite aggravata con complicazioni dovuta alla malattia del secolo: l’Aids. l 22 novembre aveva rilasciato, tramite il suo manager, un comunicato ufficiale da dare in pasto alla stampa: “…Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia…” Il suo talento e l'imponente voce, sono state così "grandi" da avergli fatto conferire dalla rivista britannica di musica e cultura, nel 2009, il primo posto in assoluto delle voci rock più belle al mondo. Con il successo, arrivò il denaro e con il denaro cominciò una vita di eccessi e di stravaganze. Anche a causa dei continui spostamenti per i concerti, finì la relazione con Mary Austin.

Mary Austin

Con il successo, arrivò il denaro e con il denaro cominciò una vita di eccessi e di stravaganze. Anche a causa dei continui spostamenti per i concerti, finì la relazione con Mary Austin.

Mary aveva 19 anni quando incontrò Freddie per la prima volta. Fino ad allora, la sua vita era stata svantaggiata. Suo padre, un manovale decoratore per tappezzieri specialisti, e sua madre, una domestica, erano sordi e comunicavano tramite il linguaggio dei segni e la lettura delle labbra. Freddie per tenerla con lui le assegnò il lavoro di segretaria per gestirne gli affari di musica e pubblicazioni.

Mary Austin è rimasta al suo fianco fino all’ultimo minuto e in varie interviste ha raccontato quantoFreddie fosse un gran combattente: “Si era reso conto che la morte stava arrivando e l’aveva affrontata con incredibile coraggio. Negli ultimi giorni ho visto la sua sofferenza. E’ stato tremendo… Ricorderò per sempre Freddie con tanto amore e rispetto. Il suo coraggio ha resistito fino alla fine.”

Il funerale fu un affare strettamente privato cui parteciparono solo pochi intimi.

I suoi averi (stimati in dieci milioni di sterline) andarono, per metà a Mary Austin, che ricevette la casa di Kensington, e per un quarto ciascuno alla sorella e ai genitori. Inoltre furono lasciate consistenti somme ai suoi più stretti collaboratori ed amici e ad un fondo per combattere la terribile malattia che l’aveva vinto.

Freddie fu cremato e le sue ceneri furono affidate a Mary Austin. Secondo le sue ultime volontà, a lei diede la responsabilità di occuparsene facendole promettere di non rivelare a nessuno dove sarebbero state depositate.

 

 

Frasi celebri di Freddie Mercury

-Ho sempre saputo che sarei diventato una star e ora il mondo sembra essere d’accordo con me
-Quando sarò morto voglio essere ricordato come un musicista di un certo valore e sostanza
-Credo che le melodie siano superiori ai miei testi
-Mi piace essere circondato di cose splendide
-Un concerto è un evento teatrale
-Ho progettato il logo dei Queen unendo le creature che rappresentavano i nostri segni astrologici e fatto strano, io non credo all’astrologia
-Non voglio essere una rockstar ma una leggenda
-Ho vissuto alla grande e se morissi domani non mi importerebbe nulla. Ho vissuto pienamente.

Il 24 novembre 1991 muore Freddie Mercury

The best

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: web

Il 12 maggio 1995 muore Mia Martini

Il 12 maggio 1995 muore Mia Martini
Il 12 maggio 1995 muore Mia Martini
Busto Arsizio
Era il 12 maggio 1995
Mia Martini è stata trovata morta il 14 maggio 1995 nella casa dove abitava da qualche settimana a Cardano del Campo, in provincia di Varese. Non se ne avevano notizie da circa due giorni e proprio a due giorni prima, ha appurato l’ autopsia, risale il decesso. Le tapparelle abbassate, l’ auto parcheggiata: tutti in paese pensavano che quella nuova vicina, tanto celebre quanto discreta, fosse rimasta in casa, in quella villetta dove il rumore più forte è quello degli aerei della Malpensa. Finché il padre Giuseppe si era insospettito per l’ assenza di notizie della figlia, che avrebbe dovuto partire per una tournée sulla costiera amalfitana. I vigili del fuoco che entrano in casa dal balcone e scoprono il cadavere disteso sul letto, la mano appoggiata sul comodino, l’ agenda telefonica aperta come se Mia Martini avesse voluto cercare aiuto, l’ ipotesi di un infarto o di un malore. Poi il mea culpa di un mondo, quello dello spettacolo, che si sentiva improvvisamente colpevole della sua morte. Il motivo è di quelli tremendi, tutti, o quasi, negli ambienti, dicevano portasse sfortuna. Anzi, per essere precisi, dicevano portasse sfiga.
Capace di dare un senso compiuto alla voce del verbo “interpretare”, ci ha regalato, nel corso di circa trent’anni di carriera, tantissime canzoni destinate a rimanere nella storia della nostra musica leggera: Minuetto , Piccolo uomo, tanto per citare gli anni settanta, o la stessa “E non finisce mica il cielo”, scritta per lei da Ivano Fossati e tanti altri bellissimi brani.
Sono passati 21 anni dalla sua scomparsa.
Mimì, una delle più grandi voci che la nostra musica abbia mai avuto, è morta, da sola, nel suo letto.
A ucciderla, la cattiveria di chi non sa dare il giusto peso alle parole.
Fonte: web

Youtube

“Charlotte” Il mito

charlotte il mito

Il 16 aprile del 1889 nasce a Londra “Charlie Chaplin”.
Attore, regista e produttore cinematografico.
Diventerà famosissimo in tutto il mondo calzando i panni del buffo e malinconico vagabondo Charlot, ma all’epoca, la sua nascita non viene nemmeno registrata dal comune di Londra.

Figlio di un attore di varietà con il vizio dell’alcool e di un’attrice squattrinata, trascorre l’infanzia tra i quartieri poveri di Londra e gli orfanatrofi, iniziando a calcare il palcoscenico, accanto alla madre, all’età di cinque anni.
Comincia da bambino, insieme al fratello, a lavorare in numerose compagnie teatrali, fino ad approdare in una compagnia circense specializzandosi come mimo.
Fu proprio al seguito della compagnia presso cui lavorava anche Stan Laurel (il futuro Stanlio) che Chaplin sbarcò in America, negli Stati Uniti, dove nel 1913 ottenne un contratto per la casa cinematografica Keystone. Inizia così il periodo dei cortometraggi di Chaplin per il cinema muto, che lo resero celebre e popolare e diedero il via a una carriera punteggiata di grandi successi e di compensi milionari.
Charlotte il mito
Nel 1914 veste per la prima volta i panni di Charlot, personaggio amatissimo dal pubblico a cui Chaplin è capace di conferire una fortissima carica di umanità, senza mai pronunciare una sillaba, ma facendo leva unicamente sulla mimica facciale e la gestualità.

Charlotte il mito

Il monello

Charlie Chaplin il mito

Il grande dittatore

Nel 1919 fonda, insieme ad alcuni colleghi, una propria compagnia, la United Artists Corporation, trasformandosi in un produttore a tutti gli effetti. Nel frattempo vive vicende sentimentali piuttosto travagliate, si innamora spesso delle attrici che recitano con lui, spesso più giovani, passando attraverso una serie considerevole di matrimoni e divorzi. Intanto iniziano ad uscire i lungometraggi più famosi, da ‘Il monello’, con il piccolo Jackie Coogan, a ‘La febbre dell’oro’, da ‘Il circo’, a ‘Le luci della città’, fino a ‘Tempi moderni’.

Il primo film interamente sonoro da lui girato e interpretato è ‘Il Grande Dittatore’, uscito nel 1940, in cui l’attore si cala nel ruolo di Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania: chiarissimo riferimento a Hitler che proprio in quegli anni governava la Germania. Si tratta di un’opera profetica, e di una pietra miliare della storia del cinema. Chaplin, come solo i grandi artisti sanno fare, coglie subito l’essenza del regime nazista e ne mette in scena i tratti più inquietanti. Molto famosa la scena in cui il piccolo dittatore con i baffetti gioca con il mappamondo come fosse una palla, danzando leggero per la stanza, inebriato al pensiero di diventare padrone della Terra.

Ma girare un film come “Il Grande Dittatore” in un momento in cui la seconda guerra mondiale era da poco scoppiata è soprattutto un forte atto politico. E proprio sul piano politico, nel dopoguerra, Chaplin entrerà in conflitto con l’establishment culturale americano. Se già nel 1929 l’attore aveva vinto il primo Oscar alla carriera dopo la seconda guerra mondiale, però i suoi rapporti con Hollywood peggiorano, è accusato di filo comunismo e nel 1952 gli viene vietato di rientrare negli Stati Uniti (aveva mantenuto la cittadinanza britannica).

La riconciliazione avverrà nel 1972 con l’assegnazione del secondo Premio Nobel alla carriera , ma Chaplin non tornerà più a vivere negli Usa. Morirà in Svizzera nel 1977.

Smile- di Charlie Chaplin

Fonte: ildialogodimonza.it

4 anni senza Lucio

4 anni senza Lucio

4 anni senza Lucio.

Lucio Dalla 4-3-1949
1-3-2012

A 4 anni dalla sua scomparsa, tutto il web ricorda Lucio con grande affetto, uno dei più grandi cantautori innovativi italiani.
Propongo uno dei suoi brani più emozionanti in assoluto “Caruso”
Buon ascolto
Marcy

L’immagine è stata reperita dal web

Il video è stato reperito da Youtube