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Per non dimenticare lo scontro ferroviario del 12 luglio 2016 in Puglia


Per non dimenticare lo scontro ferroviario del 13 luglio 2016 in Puglia

Proprio oggi, giusto per ricordare a tutti noi che tra meno di un mese ricorre l’anniversario dello scontro tra due treni in Provincia di Bari, un’altro scontro in Provincia di Lecce. Questa volta, per fortuna, solo feriti.
Questa, è la lettera di un anonimo per non dimenticare…
“Ho finito gli esami, per questa sessione. Finalmente. Entro nella mia stanza e chiamo mia madre: “È andato pure questo, mamma. Adesso sistemo le ultime cose e torno dritta dritta a casa. Fra poco ho il treno. Ci vediamo dopo!”.
Chiudo la valigia, butto il libretto universitario nello zaino e vado alla stazione.
Fa caldo oggi, molto. È un caldo asfissiante e il vento che soffia leggero mi brucia lentamente la pelle. Questa valigia pesa troppo. Non ce la faccio a trascinarla. E lo zaino mi schiaccia le spalle. Non vedo l’ora di salire sul treno.
Sono al binario; mi accendo una sigaretta nell’attesa. Due tiri e la butto. Fa troppo caldo pure per fumare. Prendo il cellulare e scrivo alla mia migliore amica: “Ci vediamo stasera. Organizza un aperitivo: ho voglia di far festa”. Lei mi risponde con una faccetta ridente: “Avverto gli altri”. Sorrido. La mia terra, la mia gente: finalmente. Quante ne faremo st’estate. E poi il lavoro, e la tesi. Sarà un mese di fuoco, letteralmente. Penso troppo alle cose che dovrò fare nei prossimi giorni, tanto da non accorgermi che il treno è arrivato. Quasi lo perdo. Torno con i piedi per terra e salgo. Quanta gente c’è. Oggi è affollatissimo. Spero di trovare un posto. Ah, menomale: c’è l’aria condizionata. Respiro. Attraverso uno, due, tre vagoni. Eccolo là, un sedile vuoto. Accelero il passo: il ragazzo lì in fondo potrebbe rubarmi il posto e io tutto il viaggio in piedi proprio che non me lo voglio fare. Butto la valigia sul portabagagli e mi siedo. Di fronte a me c’è una ragazza, carina ma con una voce troppo stridente per i miei gusti. Ha voglia di chiacchierare ma non sono in vena di socializzare. Mi infilo repentinamente le cuffie nelle orecchie. Sparo il volume al massimo: nessuno mi deve disturbare.
Il treno è in corsa: e guardo la terra bruciata dal sole cocente di luglio; e guardo le chiome degli ulivi che si smuovono allo sfrecciare del treno. E guardo la mia terra: cristo, quant’è bella. E cristo quanto sono felice: pure quest’anno è andato. Dai, che la laurea è vicina. E poi? E poi la specialistica. Si, ma dove? Non lo so. Un problema alla volta sennò non risolvo nulla. Uh, devo avvertire il mio ragazzo: “Arrivo alle due. Mi vieni a prendere tu alla stazione?”-“Certo! Alle due, giusto? Tranquilla che mi faccio trovare al binario”. Perfetto.
Corre il treno. Corre.
Scorrono i minuti sull’ipod. Parte un’altra canzone. E poi un’altra ancora.
E poi…
E poi si ferma tutto.
Un boato. Un fischio. La mia testa che rimbalza sul sedile. Una, due, tre volte. Rimbalza forte. Mi fa male.
Volo. Volo lontano. Mi ritrovo sbattuta per terra. Schiacciata. Confusa. Stordita.
Cadono tutti. E urlano tutti.
Ho caldo. Poi, di colpo, ho freddo. Poi di nuovo caldo. Sento qualcosa che mi scorre lungo l’addome. E’ sangue: ho una lamiera conficcata dentro. Ma perché? Che è successo? Chiamate mia madre. Voglio mia madre. Chiamate mia mamma. Non capisco che cosa sta succedendo. Ho paura. Ho tanta paura. Voglio tornare a casa. Chiamate mia mamma.
Poi non sento più nulla. Non vedo più nulla.
Sono morta così, in un incidente ferroviario. In una calda giornata di luglio. E dopo l’impatto, solo un gran silenzio. Rimangono solo gli ulivi imbrattati di sangue. Rimangono solo le vite spezzate. E i sogni schiacciati. E i programmi annullati. Rimangono solo storie sospese.
Non ci sarà nessun aperitivo stasera. Avvertite la mia migliore amica.
Non arriverò mai alla stazione alle due. Avvertite il mio ragazzo.
Non tornerò mai a casa: ditelo a mamma.
È finito tutto così: chè tanto non ci vuole niente.
Vedo che ne parlano in molti, di quello che è successo. Tra due mesi già non si ricorderà più nessuno di noi.
Ricordami tu, mamma. Ricordami raccontando quello che ero. Quello che volevo fare. Quelli che erano i miei progetti. Raccontami: raccontami nei difetti e nei pregi. Racconta di come me ne sono andata sotto il sole cocente di luglio, tra le lande della mia amata terra.
Ricordami tu, mamma. Mi mancherai.”
(Puglia, 12 luglio 2016- Autore sconosciuto)

Fonte: web

Attacco terroristico a Parigi, circa 60 morti

Attacco terroristico a Parigi,circa 60 morti
Tre sparatorie a Parigi con diversi con almeno 60 morti e diversi feriti e il numero rischia di salire ulteriormente.
Lo riferisce la polizia francese citata da France 24.
Colpi di kalashnikov hanno ucciso diverse persone in un ristorante del decimo arrondissement.
Una seconda sparatoria è avvenuta al Bataclan, una nota sala di concerti nell’XI arrondissement, non lontano dalla sede di Charlie Hebdo e nel quartiere adiacente, dove si esibiva una band rock americana
Circa 60 persone sono tenute in ostaggio all’interno della sala concerto del Bataclan.
Alcune esplosioni si sono verificate nei pressi dello stadio Stade de France dove si gioca Francia-Germania, dove ci sono state purtroppo  30 vittime.
Il presidente Hollande è stato evacuato dalla sicurezza.
Le inferriate attorno all’impianto sportivo sono state bloccate e le migliaia di persone che stavano assistendo all’amichevole Francia-Germania al momento non possono lasciare i dintorni dello stadio.
Intanto Hollande è al ministero dell’Interno per una riunione di emergenza dopo le sparatorie contemporanee nel cuore di Parigi.
Alla riunione parteciperà anche il ministro degli Interni, Bernard Cazeneuve.
Gli attentati al momento interessano contemporaneamente tre zone distinte della città, il bar-ristorante del X arrondissement, nella sala concerti del Bataclan nel XI arrondissement e allo stadio.
Si pensa a un attacco terroristico.
La strage più grave avvenuta in Francia negli ultimi 50 anni.
Fonte: rainews

Bruxelles “Coppa Campioni ” 29 maggio 1985- 29 maggio 2015

Bruxelles  Coppa Campioni
Bruxelles “Coppa Campioni ” 29 maggio 1985- 29 maggio 2015

Quella sera, allo stadio Heysel di Bruxelles, due squadre di ragazzini belgi con le maglie rosse e bianconere ,si stanno sfidando sul campo in attesa dell’incontro dei grandi.

Sono le h. 19,20 allo stadio Heysel, quando qualcosa va storto.

Quella che doveva essere la festa della finale di Coppa Campioni tra il Liverpool, e la Juventus, si trasforma in una tragedia.

Alla fine di due ore di panico e angoscia, paura e delirio, si contano 39 morti (di cui 36 italiani, il più vecchio di 58 anni e il più giovane di 11 anni) oltre 600 feriti.

Sono le h. 21,40 allo stadio Heysel di Bruxelles, e da quel maledetto 29 maggio del 1985 il calcio non sarà più lo stesso.

Le televisioni, ad eccezione di quella tedesca, decidono di trasmettere comunque le immagini della partita, in un silenzio di tomba.

Ci si rende conto fin da subito che le responsabilità sono tanto degli organizzatori e delle forze dell’ordine quanto dei famigerati hooligans.

L’inchiesta del giudice belga Marina Coppieters, che tre anni dopo condanna una decina d’inglesi a pochi anni di galera per omicidio colposo, lo conferma,

ma soprattutto condanna la Uefa al risarcimento danni per le vittime in quanto ritenuta responsabile della strage.

A tutto questo si aggiungono le polemiche per la partita giocata comunque, nonostante i morti.

Sono passati 30 anni da quella tragedia che nessuno potrà mai dimenticare.

Fonte: Repubblica

23 maggio 1992 – La strage di Capaci

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23 maggio 1992 la strage di Capaci

Quel pomeriggio, la terra ha tremato.

Nel palermitano, fra Capaci e l’Isola delle Femmine, l’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia di Erice registrava una scossa di terremoto, pari al terzo grado della scala Mercalli.

Mancavano pochi minuti alle ore 18.

Però l’effetto-terremoto durò pochissimo tempo.

Infatti , non c’era stato nessun terremoto…

Il 23 maggio 1992, Falcone e la moglie, arrivati da Roma a Palermo, saltarono in aria insieme ai i tre agenti della scorta mentre viaggiavano

lungo l’autostrada che collega l’aeroporto di Palermo con il capoluogo siciliano.

Partito da Ciampino con un jet di servizio , atterra all’aeroporto Punta Raisi di Palermo dopo un volo di 50 minuti circa.

Ad attenderlo trova 3 Fiat Croma blindate con la scorta.

Il giudice Falcone si mette alla guida della Croma bianca.

In macchina con lui ci sono la moglie e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.

La macchina di Falcone è preceduta da una Croma marrone, con gli agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo,

seguita da una Croma azzurra con gli agenti Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.

Le auto prendono l’autostrada, dirette verso Palermo.

Alle 17:58, al chilometro 5 della A29, nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine,

il sicario Giovanni Brusca, il mafioso incaricato da Totò Riina , aziona una carica di cinque quintali di tritolo, che era stata posizionata in una galleria scavata sotto la strada.

Pochi istanti prima dello scoppio, Falcone aveva rallentato per prendere qualcosa dal cruscotto della macchina.

Lo scoppio quindi travolge in pieno solo la Croma marrone.

I tre agenti della scorta muoiono sul colpo.

La macchina di Falcone si schianta contro il muro di cemento .

Falcone muore durante il trasporto in ospedale a causa del trauma cranico, causato dall’impatto contro il parabrezza e da varie lesioni interne.

La moglie Francesca muore invece in ospedale la sera stessa.

L’agente Costanza, che si trovava nella macchina con il giudice, rimane illeso.

Gli agenti della terza automobile rimangono feriti, ma non in pericolo di vita.

Ogni anno, in questo giorno, in sua memoria voglio ricordare perchè “Io non dimentico”

Giovanni Falcone
Nato il 18 maggio 1939-Palermo
Assassinato il 23 maggio 1992-Capaci

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Giovanni Falcone.

20 maggio 2012: Terremoto in Emilia Romagna

20 maggio 2012: Terremoto in Emilia Romagna

20 maggio 2012: Terremoto in Emilia Romagna

E’ il 20 maggio 2012 e la terra trema per la prima volta.

Scala Richter 5.9. Poi una seconda scossa violenta il 29 e case e palazzi che si accartocciano su se stessi lungo la via Emilia.

ll terremoto dell’Emilia del 2012 è un evento sismico che ha coinvolto prevalentemente le province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo, ma avvertiti anche in un’area molto vasta

comprendente tutta l’Italia Centro-Settentrionale e parte della Svizzera, della Slovenia, della Croazia, dell’Austria, della Francia sud-orientale e della Germania meridionale.

Già tra il 25 e il 27 gennaio si ebbero in zona fenomeni significativi, ma le 2 scosse più forti (alla fine riunite in una sola), sono state registrate nello stesso istante il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52 ora italiana,

con epicentro nel territorio comunale di Finale Emilia (MO) .

Il 29 maggio alle 09:00 una nuova scossa molto forte è avvertita in tutta l’Italia Settentrionale, creando panico e disagi in molte città.

L’epicentro è situato nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro.

Queste scosse sono state seguite da uno sciame sismico con scosse di magnitudo variabile di minore entità scala Richter.

Un’altra scossa di magnitudo 5,1 è stata avvertita in tutto il Nord Italia il 3 giugno 2012 alle ore 21:20:43 ora italiana , con epicentro in Novi di Modena.

L’intensità massima dei terremoti, stimata come cumolo degli effetti della sequenza, è stata pari a 8, secondo la Scala Macrosismica Europea.

In una situazione critica anche le 6000 aziende agricole della zona che in un anno, secondo la Coldiretti, non hanno ricevuto nemmeno un euro di finanziamento.

Il danno nelle campagne dell’Emilia viene stimato per svariati miliardi:

600 mila le forme di Parmigiano cadute con il sisma, 37 i caseifici colpiti tra Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna e rovinati oltre 600 allevamenti.

Il sisma ha provocato 27 vittime , moltissimi feriti, 16.000 sfollati e ingenti danni al patrimonio culturale a causa dei molti crolli di palazzi storici, aziende agricole e fabbriche.

Un vero disastro per le popolazioni colpite e per l’economia italiana.

Il 4 giugno 2012 è stato proclamato lutto nazionaleper le vittime del terremoto.

Fonte: web

20 maggio 2012: Terremoto in Emilia Romagna