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Addio a Lino Toffolo

Addio a Lino Toffolo

Addio a Lino Toffolo.
Murano 1934
Venezia 2016
L’attore e regista Toffolo era stato ricoverato a Venezia per la frattura di un polso, ma era stato operato in seguito altre due volte negli ultimi mesi per problemi alle valvole coronariche.
Aveva 82 anni.
Toffolo era un notissimo volto della televisione e del cinema. Dopo i primi passi alla Rai, l’artista veneto iniziò la sua gavetta entrando a far parte della Compagnia dei Delfini di Venezia. Poi iniziò la sua avventura al Derby di Milano a fianco di artisti come Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto, Franco Nebbia, Massimo Boldi e tanti altri.
Nel 1968 iniziò la sua carriera cinematografica nel 1968 con Lina Wertmuller. Recitò poi in altri 24 film, tra cui Brancaleone alle crociate con Vittorio Gassman, diretto da Mario Monicelli e Yuppi du con Adriano Celentano.
Divenne anche un beniamino dei bambini grazie a canzoni come Johnny Bassotto, Oh Nina e E tutti i gatti miao.
Maestro di ironia in dialetto veneto.

Fonte: palermomania

“Charlotte” Il mito

charlotte il mito

Il 16 aprile del 1889 nasce a Londra “Charlie Chaplin”.
Attore, regista e produttore cinematografico.
Diventerà famosissimo in tutto il mondo calzando i panni del buffo e malinconico vagabondo Charlot, ma all’epoca, la sua nascita non viene nemmeno registrata dal comune di Londra.

Figlio di un attore di varietà con il vizio dell’alcool e di un’attrice squattrinata, trascorre l’infanzia tra i quartieri poveri di Londra e gli orfanatrofi, iniziando a calcare il palcoscenico, accanto alla madre, all’età di cinque anni.
Comincia da bambino, insieme al fratello, a lavorare in numerose compagnie teatrali, fino ad approdare in una compagnia circense specializzandosi come mimo.
Fu proprio al seguito della compagnia presso cui lavorava anche Stan Laurel (il futuro Stanlio) che Chaplin sbarcò in America, negli Stati Uniti, dove nel 1913 ottenne un contratto per la casa cinematografica Keystone. Inizia così il periodo dei cortometraggi di Chaplin per il cinema muto, che lo resero celebre e popolare e diedero il via a una carriera punteggiata di grandi successi e di compensi milionari.
Charlotte il mito
Nel 1914 veste per la prima volta i panni di Charlot, personaggio amatissimo dal pubblico a cui Chaplin è capace di conferire una fortissima carica di umanità, senza mai pronunciare una sillaba, ma facendo leva unicamente sulla mimica facciale e la gestualità.

Charlotte il mito

Il monello

Charlie Chaplin il mito

Il grande dittatore

Nel 1919 fonda, insieme ad alcuni colleghi, una propria compagnia, la United Artists Corporation, trasformandosi in un produttore a tutti gli effetti. Nel frattempo vive vicende sentimentali piuttosto travagliate, si innamora spesso delle attrici che recitano con lui, spesso più giovani, passando attraverso una serie considerevole di matrimoni e divorzi. Intanto iniziano ad uscire i lungometraggi più famosi, da ‘Il monello’, con il piccolo Jackie Coogan, a ‘La febbre dell’oro’, da ‘Il circo’, a ‘Le luci della città’, fino a ‘Tempi moderni’.

Il primo film interamente sonoro da lui girato e interpretato è ‘Il Grande Dittatore’, uscito nel 1940, in cui l’attore si cala nel ruolo di Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania: chiarissimo riferimento a Hitler che proprio in quegli anni governava la Germania. Si tratta di un’opera profetica, e di una pietra miliare della storia del cinema. Chaplin, come solo i grandi artisti sanno fare, coglie subito l’essenza del regime nazista e ne mette in scena i tratti più inquietanti. Molto famosa la scena in cui il piccolo dittatore con i baffetti gioca con il mappamondo come fosse una palla, danzando leggero per la stanza, inebriato al pensiero di diventare padrone della Terra.

Ma girare un film come “Il Grande Dittatore” in un momento in cui la seconda guerra mondiale era da poco scoppiata è soprattutto un forte atto politico. E proprio sul piano politico, nel dopoguerra, Chaplin entrerà in conflitto con l’establishment culturale americano. Se già nel 1929 l’attore aveva vinto il primo Oscar alla carriera dopo la seconda guerra mondiale, però i suoi rapporti con Hollywood peggiorano, è accusato di filo comunismo e nel 1952 gli viene vietato di rientrare negli Stati Uniti (aveva mantenuto la cittadinanza britannica).

La riconciliazione avverrà nel 1972 con l’assegnazione del secondo Premio Nobel alla carriera , ma Chaplin non tornerà più a vivere negli Usa. Morirà in Svizzera nel 1977.

Smile- di Charlie Chaplin

Fonte: ildialogodimonza.it

Il 9 settembre moriva un pezzo della storia della musica italiana “Lucio Battisti”

 

IIl 9 settembre moriva un pezzo della storia della musica italiana "Lucio Battisti"l 9 settembre moriva un pezzo della storia della musica italiana “Lucio Battisti”

Sono passati 17 anni dall’ annuncio che aveva lasciato senza fiato il mondo della musica italiana e milioni di fan.
A Milano, il 9 settembre del 1998, si era spento Lucio Battisti.
Cantautore, certo, ma anche compositore.
Uno dei più grandi nella storia della musica leggera del nostro Paese.
Nel 1980 ha pubblicato l’album “Una giornata uggiosa” che ha segnato la fine della collaborazione con Mogol, dovuta a divergenze artistiche e non solo.
Quante volte abbiamo sentito annunciare alla televisione quel «di Battisti-Mogol-Battisti» che da piccoli non riuscivamo a capire il perchè della ripetizione del nome.
Il suo nome c’era due volte, perché sapeva fare di tutto, musica e parole.
Così ha venduto oltre 45 milioni di dischi.
Lucio Battisti, cantautore, compositore, poli strumentista e produttore discografico, è stato tra i cantanti più influenti e innovativi di sempre in Italia.
I funerali sono stati celebrati in forma privata a Molteno, hanno partecipato solo 20 persone e tra i presenti c’era anche l’amico di sempre: Mogol.

Fonte: il sole 24 ore

Due dei suoi primi successi “Balla Linda” e “Eppur mi sono scordato di te”

Addio al “Gigante buono” di Mediaset

Addio al "Gigante buono" di Mediaset

Addio al “Gigante buono” di Mediaset

Il famosissimo buttafuori Girolamo Di Stolfo , conosciuto come Big Jimmy, è stato stroncato da un aneurisma cerebrale.

Aveva 48 anni.

Aveva lavorato ne “Il grande fratello” e “Avanti un altro”.

Alto più di 2 metri, ex pugile, aveva debuttato in TV con Paolo Bonolis nel 1997 nella trasmissione “Tira e molla”.

Jimmy è morto nella sua città, Ischitella, in provincia di Foggia.

Tra i primi a diffondere la notizia c’è stato Salvo Veneziano, concorrente della prima edizione del “GF”, che non ha mai dimenticato quell’omone con cui

aveva condiviso tanti momenti e ricordi.

Tra i suoi lavori anche alcune partecipazioni cinematografiche, da “Fantozzi , Il ritorno” a “Così è la vita”, “Ricordati di me” e “Benvenuto Presidente!”.

Ciao Big Jimmy

Fonte: tgcom24

Addio a Omar Sharif

Addio a Omar SharifAddio a Omar Sharif

Addio a Omar Sharif

Sull’ultima sequenza del «Dottor Zivago», quella in cui l’attore egiziano Omar Sharif , nei panni del protagonista Yuri, scorgeva tra la folla

l’immagine di Lara (Julie Christie), ma non riusciva a raggiungerla, milioni di spettatori del mondo non sono riusciti a trattenere le

lacrime per l’emozione.

Omar Sharif, morto all’età di 83 anni in un ospedale del Cairo, non aveva mai fatto i conti con la sua immagine di amante mediterraneo e,

negli ultimi 20 anni di esistenza, si era spesso lasciato andare a considerazioni amare: «La mia fama di rubacuori è usurpata.

Le donne erano più interessate ai miei personaggi che a me».

Con il passare degli anni, mentre baffi e capelli diventavano brizzolati, continuavano a piovere ruoli nelle fiction tv, egiziane e non.

Nel 2003  alla Mostra di Venezia Omar Sharif , finalmente, riceve il Leone alla carriera .

L’ombra dei rimpianti si allungava però, sui ricordi ricostruiti nelle interviste e, sempre più spesso, di Omar Sharif, si parlava nelle pagine

di cronaca per via di episodi spiacevoli, come la condanna per aver picchiato il valletto di un ristorante di Los Angeles.

Nel 1977 Sharif ha scritto la sua autobiografia  “The eternale male. An autobiography”, una scelta che sa di presagio.

Molti anni dopo il morbo di Alzheimer lo avrebbe privato per sempre della possibilità di ricordare.

Fonte: lastampa