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Il 12 maggio 1995 muore Mia Martini

Il 12 maggio 1995 muore Mia Martini
Il 12 maggio 1995 muore Mia Martini
Busto Arsizio
Era il 12 maggio 1995
Mia Martini è stata trovata morta il 14 maggio 1995 nella casa dove abitava da qualche settimana a Cardano del Campo, in provincia di Varese. Non se ne avevano notizie da circa due giorni e proprio a due giorni prima, ha appurato l’ autopsia, risale il decesso. Le tapparelle abbassate, l’ auto parcheggiata: tutti in paese pensavano che quella nuova vicina, tanto celebre quanto discreta, fosse rimasta in casa, in quella villetta dove il rumore più forte è quello degli aerei della Malpensa. Finché il padre Giuseppe si era insospettito per l’ assenza di notizie della figlia, che avrebbe dovuto partire per una tournée sulla costiera amalfitana. I vigili del fuoco che entrano in casa dal balcone e scoprono il cadavere disteso sul letto, la mano appoggiata sul comodino, l’ agenda telefonica aperta come se Mia Martini avesse voluto cercare aiuto, l’ ipotesi di un infarto o di un malore. Poi il mea culpa di un mondo, quello dello spettacolo, che si sentiva improvvisamente colpevole della sua morte. Il motivo è di quelli tremendi, tutti, o quasi, negli ambienti, dicevano portasse sfortuna. Anzi, per essere precisi, dicevano portasse sfiga.
Capace di dare un senso compiuto alla voce del verbo “interpretare”, ci ha regalato, nel corso di circa trent’anni di carriera, tantissime canzoni destinate a rimanere nella storia della nostra musica leggera: Minuetto , Piccolo uomo, tanto per citare gli anni settanta, o la stessa “E non finisce mica il cielo”, scritta per lei da Ivano Fossati e tanti altri bellissimi brani.
Sono passati 21 anni dalla sua scomparsa.
Mimì, una delle più grandi voci che la nostra musica abbia mai avuto, è morta, da sola, nel suo letto.
A ucciderla, la cattiveria di chi non sa dare il giusto peso alle parole.
Fonte: web

Youtube

Ci ha lasciato la bella Karina Huff

Ci ha lasciato la bella Karina Huff

Ci ha lasciato la bella Karina Huff
Karina Huff, aveva 55 anni.
Era nata a Londra il 1° gennaio del 1961.
Aveva riscosso successo e popolarità grazie ai film vacanzieri italiani anni ’80 di Carlo Vanzina “Sapore di Mare” e “Sapore di mare 2”.
L’annuncio arriva dalla pagina Facebook della Huff , dove un amico ha pubblicato un post, seguito da quello del figlio Alessandro Corona: “E’ con grande dispiacere che devo scrivere questo post.
Dopo anni di dura lotta contro il male, mia mamma, la più bella, coraggiosa e intelligente persona che abbia mai conosciuto, è deceduta ieri. A tutti quelli che la conoscevano e ci hanno sostenuto in questi tempi difficili, io offro il mio più grande grazie…”.
Nel 2008 la scoperta della malattia, solo apparentemente sconfitta qualche anno fa. nel Nel 1982 la sua bellezza anglosassone conquistava svariati personaggi nella commedia, nel ruolo della bella Susan di “Sapore di Mare” mentre nella versione “invernale” “Vacanze di Natale” era l’americana Samantha, fidanzata di Christian De Sica. Sarebbe apparsa anche ne “Il gatto nero” di Luigi Cozzi (inedito in Italia) e in un film di Lucio Fulci, “Voci dal profondo”.
La sua carriera era però iniziata qualche anno prima sul piccolo schermo, come showgirl nel programma di Rai2 “Signori si parte” e conduttrice, dal 1980 al 1985, di Popcorn, il primo programma musicale della Fininvest andato in onda su Canale 5.
Si ritirò dal cinema per poi apparire a “Meteore” nel 1999 e tornare in tv nel 2013, come ospite a Domenica Live.
Una vita segnata da soldi e soddisfazioni fino a quando la vita le ha riservato prove difficili: la separazione dal marito, badare al figlio, due tumori al seno.
Moltissimi i messaggi di cordoglio su Twitter e Facebook.
Addio Karina…


Fonte: rainews

“Charlotte” Il mito

charlotte il mito

Il 16 aprile del 1889 nasce a Londra “Charlie Chaplin”.
Attore, regista e produttore cinematografico.
Diventerà famosissimo in tutto il mondo calzando i panni del buffo e malinconico vagabondo Charlot, ma all’epoca, la sua nascita non viene nemmeno registrata dal comune di Londra.

Figlio di un attore di varietà con il vizio dell’alcool e di un’attrice squattrinata, trascorre l’infanzia tra i quartieri poveri di Londra e gli orfanatrofi, iniziando a calcare il palcoscenico, accanto alla madre, all’età di cinque anni.
Comincia da bambino, insieme al fratello, a lavorare in numerose compagnie teatrali, fino ad approdare in una compagnia circense specializzandosi come mimo.
Fu proprio al seguito della compagnia presso cui lavorava anche Stan Laurel (il futuro Stanlio) che Chaplin sbarcò in America, negli Stati Uniti, dove nel 1913 ottenne un contratto per la casa cinematografica Keystone. Inizia così il periodo dei cortometraggi di Chaplin per il cinema muto, che lo resero celebre e popolare e diedero il via a una carriera punteggiata di grandi successi e di compensi milionari.
Charlotte il mito
Nel 1914 veste per la prima volta i panni di Charlot, personaggio amatissimo dal pubblico a cui Chaplin è capace di conferire una fortissima carica di umanità, senza mai pronunciare una sillaba, ma facendo leva unicamente sulla mimica facciale e la gestualità.

Charlotte il mito

Il monello

Charlie Chaplin il mito

Il grande dittatore

Nel 1919 fonda, insieme ad alcuni colleghi, una propria compagnia, la United Artists Corporation, trasformandosi in un produttore a tutti gli effetti. Nel frattempo vive vicende sentimentali piuttosto travagliate, si innamora spesso delle attrici che recitano con lui, spesso più giovani, passando attraverso una serie considerevole di matrimoni e divorzi. Intanto iniziano ad uscire i lungometraggi più famosi, da ‘Il monello’, con il piccolo Jackie Coogan, a ‘La febbre dell’oro’, da ‘Il circo’, a ‘Le luci della città’, fino a ‘Tempi moderni’.

Il primo film interamente sonoro da lui girato e interpretato è ‘Il Grande Dittatore’, uscito nel 1940, in cui l’attore si cala nel ruolo di Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania: chiarissimo riferimento a Hitler che proprio in quegli anni governava la Germania. Si tratta di un’opera profetica, e di una pietra miliare della storia del cinema. Chaplin, come solo i grandi artisti sanno fare, coglie subito l’essenza del regime nazista e ne mette in scena i tratti più inquietanti. Molto famosa la scena in cui il piccolo dittatore con i baffetti gioca con il mappamondo come fosse una palla, danzando leggero per la stanza, inebriato al pensiero di diventare padrone della Terra.

Ma girare un film come “Il Grande Dittatore” in un momento in cui la seconda guerra mondiale era da poco scoppiata è soprattutto un forte atto politico. E proprio sul piano politico, nel dopoguerra, Chaplin entrerà in conflitto con l’establishment culturale americano. Se già nel 1929 l’attore aveva vinto il primo Oscar alla carriera dopo la seconda guerra mondiale, però i suoi rapporti con Hollywood peggiorano, è accusato di filo comunismo e nel 1952 gli viene vietato di rientrare negli Stati Uniti (aveva mantenuto la cittadinanza britannica).

La riconciliazione avverrà nel 1972 con l’assegnazione del secondo Premio Nobel alla carriera , ma Chaplin non tornerà più a vivere negli Usa. Morirà in Svizzera nel 1977.

Smile- di Charlie Chaplin

Fonte: ildialogodimonza.it

” Caitlyn” il cane trovato con il muso legato , un destino simile a quello di Palla

" Caitlyn" il cane trovato con il muso legato , un destino simile a quello di Palla

” Caitlyn” il cane trovato con il muso legato , un destino simile a quello di Palla

Caitlyn il cane trovato con il muso legato con del nastro isolante , qualche mese fa ha trascorso il “giorno più bello della sua vita.”

Grazie a Animal Society di Charleston ,dopo che è stato trovato con il muso legato crudelmente con del nastro isolante, chiuso come in una morsa, con ferite devastanti .

La sua capacità di recupero è stata sorprendente.

Dopo alcune settimane di recupero , adesso vive felice e amato, come ogni animale dovrebbe vivere.

Caitlyn il cane trovato col muso legato col nastro adesivo

Il video di Caitlyn

La crudeltà dell’uomo, a volte,  è inspiegabile.

Fonte: web

La Rosa di Jericho è presente in casa tua?

La Rosa di Jericho è presente in casa tua?

La a Rosa di Jericho non è solo una pianta, ma è un vero e proprio rimedio naturale per assorbire i cattivi odori in casa.
La Rosa di Jericho racchiude una magia immortale di cui potrete essere custodi.

Originaria della Terra Santa, fu portata in Europa dai crociati e dai pellegrini, accompagnata da numerose leggende.

La più nota, racconta che la Rosa di Jericho ha la capacità di donare ai pellegrini acqua dissetante per sostenerli lungo il cammino.

In Europa si pensa che possedere la Rosa di Jericho ed ospitarla nella propria casa sia in grado di attirare la felicità tra le mura domestiche.
La Rosa di Jericho appartiene a una categoria di piante di origine desertica.
E’ simbolo di lunga vita e bellezza, oltre che di serenità.

Questa pianta viene chiamata “piante della resurrezione”.
La Rosa di Jericho si chiude a riccio quando si secca e si riapre e rinverdisce quando viene bagnata.
La Rosa di Jericho è utile per assorbire il fumo e i cattivi odori in casa e per profumare le stanze in modo naturale.

La Rosa di Jericho a prima vista è un bulbo apparentemente senza vita.
Ma nel corso del tempo si aprirà dischiudendo completamente i suoi rami e assumerà un bel colore verde.
Per permettere alla Rosa di Jericho di fiorire la dovrete posare in una ciotola o in un sottovaso con mezzo centimetro d’acqua fredda o tiepida.

In casa mia c’è.

Guarda che meraviglia!


Fonte: web