Le fusa dei gatti hanno il potere di guarire molte cose


Le fusa dei gatti hanno il potere di guarire molte cose

Recenti studi sulle fusa dimostrano che i gatti sono oltre ad un piacevole sostegno emotivo anche una fonte di frequenze curative per il nostro corpo.

I nostri amici felini ci forniscono molto di più del solo supporto emotivo, che comunque già sarebbe abbastanza. Essere a contatto con i gatti può effettivamente contribuire al nostro benessere fisico. Quando un gatto fa le fusa emette delle vibrazioni alla frequenza nel range di 20-140 Hertz e gli esseri umani vicini possono terapeuticamente beneficiare di queste vibrazioni che sono le stesse usate in campo medico.

Uno studio pubblicato sulla rivista The Acoustical Society of America ha dimostrato che le fusa dei felini (quindi non solo gatti ma anche ghepardi e puma)
corrispondono alle frequenze vibrazionali/elettriche utilizzate nel trattamento per la crescita ossea, riparazione delle fratture, trattamento del dolore ed edema, la riparazione muscolare, della flessibilità delle articolazioni, della dispnea (respirazione alterata) e delle ferite

Le fusa riducono anche lo stress, diminuiscono del 40% le probabilità di avere un attacco di cuore e migliorano il sonno!

La Pet therapy, l’effetto terapeutico benefico dello stare a contatto con gli animali, sta facendo strada in molte comunità mediche e secondo le statistiche i proprietari di animali domestici vivono più a lungo rispetto a quelli senza animali domestici.

Sembra che i nostri animali hanno la capacità di alleviare i nostri problemi o almeno rendere le nostre preoccupazioni sembrano meno importanti. Eckart Tolle, uno dei più grandi maestri contemporanei, afferma che gli animali vivono nel momento presente e quindi stare a contatto con loro riduce il tempo psicologico della mente umana che ci proietta costantemente nel passato (causando senso di colpa, rimorso, tristezza) e nel futuro (causando ansia, tensione e preoccupazione).

Fonte: Riccardo Lautizi

Questa voce è stata pubblicata il 8 dicembre 2016, in Animali, Gatti. Aggiungi il permalink ai segnalibri.