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I vecchi sono la storia…

I vecchi sono la storia...
I vecchi sono la storia…
sono quelle persone che saggiamente ti guidano,
che parlano per esperienza e ti aiutano a capire,
i vecchi sono corpi segnati dal tempo ma con cuori pieni di vita,
i vecchi ti stringono con mani che hanno lavorato la terra e ti danno calore,
i vecchi ti guardano con occhi coperti da palpebre cadenti ma pieni di speranza,
i vecchi vivono ogni giorno come fosse l’ultimo eppure lo apprezzano
come se fosse il primo.
Fonte: Ilaria Pasqualetti

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere…

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere
“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto”.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…”
Mario Andrade
Fonte: web

Lettera di un anziano al suo amico a 4 zampe

Lettera di un anziano al suo amico a 4 zampe

Lettera di un anziano al suo amico a 4 zampe.

Abbiamo trascorso una vita insieme e mai avrei pensato di essere io a doverti salutare.

Mai avrei potuto aspettarmi un dolore così grande… TU, il mio amico sincero, il compagno che ha colmato tanta solitudine.

Ora ti sono accanto e le mie mani ormai stanche si adagiano ancora su di te, come facevo ieri, quando ogni sera ci ritrovavamo vicini a dividerci quel poco che ci era rimasto.

Eppure non ti sei mai lamentato, ti sei sempre preoccupato di distrarmi con le tue capriole e quando mi sentivo poco bene eri come una sentinella ai piedi del mio letto.

Ti guardo mentre la mente confonde i ricordi come una palla impazzita, sei tu qui, che dolorante cerchi ancora il mio sguardo come se fosse l’ultima immagine da portarti via.

Anche io ti guardo amico caro, mentre cerco di trattenere le lacrime che copiose hanno già raggiunto il cuore.

Sono qui compagno mio, sono ancora vicino a te a raccontarti di quando la guerra mi ha rubato troppo presto la gioventù, sono qui,

come ieri a raccontarti tra malinconia e rimpianto di quell’amore che mi ha lasciato quel buco nel cuore.

Ho vissuto una vita modesta, tutto doveva quadrare, non ci siamo permessi mai neppure una vacanza al mare, ma la tua presenza mi ha fatto vivere di rendita.

Sono solo un povero vecchio a cui tu hai donato tanta gioia e affetto.

Come farò domani? Nessuno coglierà mai più la mia disperazione, solo tu sei stato la mia famiglia, hai saputo attendere anche intere ore quando a fatica riuscivo a malapena

a farti fare un giretto sotto casa per i tuoi bisogni, perché il freddo mi paralizzava le ossa e a scaldarci erano solo delle vecchie coperte.

Eppure mi hai reso felice, così senza rispondermi ti accostavi a me con quel tuo musetto, quasi volessi ogni volta abbozzarmi un bel sorriso.

Ciao amore mio, non ti dimenticherò mai e se i miei giorni saranno brevi, conterò i minuti per ritornar da te.

Resto qui, sulla mia vecchia sedia a guardare dietro i vetri l’inverno che passa, mentre nel silenzio cerco ancora nella stanza quell’amico che il destino mi ha portato via.

* Questa lettera vale anche per i gatti anziani

Fonte: web

Figlio/a mio abbi pazienza…Da leggere fino in fondo.

anziano e figlio

Figlio/a mio abbi pazienza…Da leggere fino in fondo.

Se un giorno mi vedrai vecchio, perdonami.

Se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi ,abbi pazienza.

Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose ,abbi pazienza,per favore ascoltami.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare ,abbi pazienza e dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico .

Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso ,abbi pazienza e dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire .

La cosa piu’ importante non e’ quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.

Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, abbi pazienza e vieni verso di me con le tue mani forti .

Quando dico che vorrei essere morto , non arrabbiarti abbi pazienza un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.

Cerca di capire che alla mia età non si vive, spesso si sopravvive.

Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te, ho tentato, tentato di spianarti la strada.

Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa .

Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.

Abbi pazienza ,ti amo figlio/a mio.

Fonte: web

L’anziana donna che aspettava Dio a casa sua. Leggila e capirai.

dio
C’era una volta un’anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata.
Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: “Oggi verrò a farti visita”.
Figuratevi la gioia e l’orgoglio della vecchietta.
Cominciò a pulire e lucidare, a impastare e infornare dolci.
Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l’arrivo di Dio.
Dopo un po’, qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire.
Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale.
La vecchietta la spinse via: “Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!”.
E chiuse la porta in faccia alla mortificata vicina.
Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si sistemò i capelli e corse ad aprire.
Ma chi era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi per sopravvivere.
La vecchietta sbottò: “Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un’altra volta!”. E chiuse la porta in faccia al povero ragazzo.
Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio coperto di stracci e mal messo.
“Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo, per favore…
E se potesse lasciarmi riposare un poco qui sugli scalini della sua casa”, implorò il povero. “Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio!
E stia lontano dai miei scalini!” disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si tornò di nuovo ad aspettare Dio.
La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa.
Alla fine decise di andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare.
Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: “Oggi, per ben tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto”.

Dio può essere tra noi,gli angeli a volte sono coperti di vecchi stracci e non lo sappiamo.
Morale: “Aiuta il tuo prossimo e Dio aiuterà te”.
Fonte: web