Un bruciagrassi nel nostro cervello?

Un bruciagrassi nel nostro cervello?
Si tratta dello stesso recettore della nicotina che spinge anche a bruciare i grassi: è stato identificato nel cervello dei topi e, se la scoperta sarà confermata nell’uomo,
potrà diventare il bersaglio di futuri farmaci per combattere l’obesità.
Pubblicato sulla rivista Nature Medicine, la ricerca è stata condotta dall’American University, con il gruppo di Alexander Zestos.
Il recettore controlla il funzionamento del tessuto adiposo bruno, cioè il tessuto adiposo che ha il compito di bruciare i grassi e che costituisce l’organo adiposo insieme al tessuto bianco,
che invece accumula i grassi.
Il funzionamento del tessuto bruno, colore è dovuto all’alta concentrazione di ferro, è ancora sconosciuto e solo recentemente è stato scoperto che è presente anche negli adulti,
oltre che nei neonati, e che svolge ruolo importante nella regolazione del metabolismo.
In uno studio condotto su piccole cavie, i ricercatori hanno scoperto che se questo recettore è disattivato , gli animali aumentano di peso .
“Fino ad ora pensavamo che questo recettore regolasse solo la comunicazione tra i neuroni e non avevamo idea che invece fosse attivo anche in queste cellule adipose.
Ora sorgono molte nuove domande: ad esempio se la capacità di una persona di perdere o acquistare peso sia dovuta alla quantità di recettori presenti o al modo in cui funzionano”.
I ricercatori esamineranno altri “ricettori” per curare o prevenire l’obesità.
Fonte: ANSA
L’immagine è stata reperita da Google

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