Buon Natale a chi viene e a chi va

Buon Natale a chi viene e a chi va

Buon Natale a tutti, a chi viene e a chi va, a chi resta e non è mai partito.
A chi torna, a chi crede in un futuro migliore.
Buon Natale a tutti i lavoratori, ai disoccupati, ai precari; agli studenti, a chi suda ciò che guadagna,
a chi non viene “raccomandato”,a chi ha voglia di fare, a chi lotta per i propri diritti.
Buon Natale agli anziani, alla loro tenerezza, a chi con una carezza ci ha consolato,
a chi ci ha fatto sentire a casa,agli angeli che ci guardano dall’alto e ogni giorno ci proteggono.
Buon Natale ai più piccoli, a chi è arrivato in questa terra da poco, a chi ha voglia di scoprire cose nuove,
a chi ha voglia di giocare con loro, di riscoprirsi bambino o di sentirsi tale per sempre;.
Buon Natale alle mamme e ai papà, alle nonne e ai nonni, ai figlie e alle figlie,
a chi si stringe in unico abbraccio.

Buon Natale a chi viene e a chi va
Buon Natale alle famiglie, a quelle unite, a quelle che non lo sono, con la speranza che torneranno ad esserlo,
a chi ha ricominciato da zero, a chi va sempre a mille.
Buon Natale a chi vivrà un Natale difficile, agli emarginati, ai vagabondi, a chi soffre,
a chi ha sbagliato e sta pagando,
a chi non potrà stare insieme ai propri cari.
Buon Natale al cane,al gatto, all’uccellino, alla tartaruga, al coniglio, all’asinello e al bue,
a tutti gli animali “sensibili” e non, anche vostro è il Natale.
Buon Natale all’albero di Natale, al presepe, alla polvere (del pandoro) sul panno verde da gioco,
alle carte dei cioccolatini abbandonate sui tavoli, alle mattine difficili da affrontare dopo le notti di cucù e bingo,
a chi perde e a chi vince, a chi si diverte con poco .
Buon Natale a questo Natale; a quello che vi viene in mente, a quello che scriverete nei commenti.
Buon Natale ai miei auguri, ai vostri auguri, ai nostri auguri con i quali concludo questa lettera di auguri.
Buon Natale a tutti!
Fonte: web

E ho capito, caro Babbo Natale, che io non ho più niente da chiederti

E ho capito, caro Babbo Natale,  che io non ho più niente da chiederti
“Vuole sedersi?”
“No tesoro, grazie. Devo scenne tra 4 fermate m’hanno detto, ma non so’ sicura. Non lo prendo mai st’autobus”.
Pochi denti, i capelli bianchi e …il viso di chi ne ha passate talmente tante che non c’ha da incazzarsi per lo sciopero, il traffico,
le manifestazioni e conserva in un’ espressione serena ma non rassegnata le ultime energie per una giornata
cominciata troppo presto e che, sa già, finirà molto tardi.
“Dove deve andare esattamente? Magari le so dare un’indicazione più precisa”.
“Al Policlinico tesoro, non per me eh. Lo vedi sto borsone? Dentro ce stanno due pigiami profumati e la cena per mio figlio.
So’ tanto gentili la’, ma non sanno cucina’!”.
Non ce l’ho fatta a trattermi.
“E perché sta in ospedale suo figlio?”.
“Eh tesoro, perché la vita ha deciso che era giusto così. C’ha la sclerosi. Ha subito un intervento d’urgenza per una complicazione…
E mo’ se deve riprende, perché c’ha due figli che hanno chiesto a Babbo Natale che rivogliono come regalo il papà a casa!
Il più grande ha 12 anni. Oggi m’ha detto: -Nonna io sono forte, se hai bisogno appoggiati a me che noi ci siamo appoggiati troppo a te.
Eh niente tesoro mio, capisci? Una trova la forza pure de sposta’ le montagne.
Mo’ sto ad anna’ la’, lo sistemo bene bene, je metto il pigiama pulito, je faccio mangia’ le cose buone e je faccio un discorsetto.
Quello se vole lascia anda’, ma non sa che se perde se chiude quell’occhi. Se perde quelle due creature che se meritano il mondo, ma no il mondo che vedemo noi, quello bello che vedono loro”.
Sono scesa alla fermata con lei.
“Ah guardi scendo pure io qua, ce facciamo un pezzo de strada insieme, me dia il borsone così faccio palestra!”
Eh no.
Io non dovevo scendere lì.
Ma penso che non ci fosse fermata più giusta di quella.
L’ho lasciata all’ingresso, l’ho salutata con un abbraccio come fosse la mia di nonna.
Non so come si chiama.
Ma se Babbo Natale esiste, signori miei, io l’ho incontrato stasera.
Aveva un borsone con due pigiami puliti e la cena per il figlio. Due occhi pieni di spudorata dolcezza,
tante rughe e pochi denti e mi ha detto: “Buon Natale tesoro, grazie eh, non prende freddo!”.
E ho capito che, Caro Babbo Natale, io non ho niente di più da chiederti, se non una supplica:
non togliermi quello che già ho, inclusi i giorni a lavoro di merda, i casini, gli scioperi, il freddo, le attese alla fermata,
i “visualizzato non risposto”, i “ti richiamo” mai arrivati, i messaggi del cazzo.
La mia vita, così com’è, è il più grande lusso al quale potessi aspirare.
Lasciamela così: con qualche piccolo sogno realizzato qua e là da condividere con chi amo.
Grazie
E buon natale a tutti…
Fonte: web

Caro Babbo Natale , ci ho pensato

Caro Babbo Natale ci ho pensato

Caro Babbo, ci ho pensato.
Non voglio essere una di quelle donne da borsa Louis Vuitton.
Scarpe Hogan.
Cintura Gucci.
E nemmeno da bracciale Pandora.
Ma non sono neanche una da pentola a vapore o stirella.
O da crema antirughe.
Nemmeno da foglioline. Che quelle mi sembrano un nuovo inganno.
E non me ne vogliano le donne. Le altre quelle che si farebbero in quattro per una di queste cose.
Ma io desidero uguaglianza di pensiero.
E che tu riesca a scacciare i miei sensi di colpa una volta per tutte.
Vorrei del tempo per me. E che quel tempo non mi sembri rubato.
Desidero riconoscenza. Sì, riconoscenza. Non essere scontata insomma.
E non mi frega più la storia dell’anello. Che quello brilla e basta.

E solo le cretine ormai fanno Oh! con la bocca spalancata.
A me incanta un uomo su cui contare e per cui conto. Senza riti. Salamelecchi e contorno.
A me piace il dolce. Quello che assaggio dal mio compagno perché sono a dieta sempre.
Desidero una parola regalata una sera in cui sono ubriaca d’amore.
Desidero calzini puliti nel cassetto giusto.
Chi arriva prima prepara la cena. Neanche a dirlo.
Desidero un posto in cui nascondermi quando non ne posso più. Che sia solo mio. In cui nessuno possa entrare.
Proprio nessuno. In cui posso perdermi e ritrovarmi e poi perdermi ancora, sai Babbo Natale, noi donne siamo impossibili, spesso facciamo tutto da sole.
Desidero potermi dissolvere ogni tanto senza che qualcuno mi dica: ma tu sei la madre! Cazzo, lo so!
Voglio silenzio, e ballare a piedi nudi. Che i tacchi li hanno solo le fighe.
Portare le rughe al meglio che posso.
Desidero che non mi porti un vestito taglia 38, ma uno taglia 50 così mi posso sentire magra, magrissima.

Caro Babbo Natale, ci ho pensato

Vorrei coraggio da vendere per sentirmi forte quando sono fragile.

Vorrei svegliarmi con un po’ di trucco che non sbavi dopo cinque secondi.

Uno specchio magico che inventi gli addominali anche su di me.

Una borsa piccola ma che sia grande che contenga tutto. Emozioni. Pianti. Paure. Salviette. Fazzoletti. Buon umore.

Caro Babbo Natale, avrei un’ultima richiesta da farti.

Forse la più importante.

Vorrei per ogni donna sulla terra uomini capaci di essere tali.

Che non picchino.

Che non demandino.

Che non opprimano.

Che non violentino.

Che non ci rubino la vita.

Lo so, hai molto lavoro da fare, ma noi abbiamo un’esistenza e una sola.

Non possiamo tanto girarci in giro.

Le donne muoiono davvero. A volte dentro e restano vive.

Nessun regalo stantio per noi.

Buttali nel cesso.

Regalali alla matrigna di Cenerentola.

Alla strega cattiva.

Al mago di Oz.

Ma non a noi.

Noi meritiamo di più di un bracciale o un anello che luccica.

Meritiamo di più. Le stesse opportunità dei nostri uomini.

Una vita che sappia d’amore e di rispetto. E che sia per sempre.

Quella sì che luccica, e sa di meraviglia.

Tratto da: ilmatrimoniodimiasorella
Fonte: web

Buon Natale anche a chi è solo

Buon Natale anche a  chi è solo
Buon Natale
anche a chi è solo.
Buon Natale a chi
non ha più nessuno con cui festeggiare..
Buon Natale anche
a chi ha tagliato i ponti con tutti , perchè non valeva la pena restare…
Buon Natale
a chi ha i propri cari troppo  lontano ,e pochi soldi per poterli raggiungere ed abbracciare.
Buon natale agli anziani,
che con i loro sguardi assenti,  fissano una finestra vuota
E a te,  che casa  e amici non ne  hai
non sei solo,
qualcuno “lassù”
ti sarà accanto ,ti conforterà e ti riscalderà
Tu  recita una preghiera,
non importa quale,
chiudi gli occhi e sorridi prima di dormire,
chi ti ama, stanotte in un sogno  ti verrà a trovare.
Buon Natale

Marcy©

Buon Natale anche  a chi è solo

 

Caro Babbo Natale, ci ho pensato e non voglio essere


Caro Babbo Natale, ci ho pensato.
Non voglio essere una di quelle donne da borsa Louis Vuitton.
Scarpe Hogan.
Cintura Gucci.
E nemmeno da bracciale Pandora.
Ma non sono neanche una da pentola a vapore o stirella.
O da crema antirughe.
Nemmeno da foglioline. Che quelle mi sembrano un nuovo inganno.
E non me ne vogliano le donne. Le altre quelle che si farebbero in quattro per una di queste cose.
Ma io desidero uguaglianza di pensiero.
E che tu riesca a scacciare i miei sensi di colpa una volta per tutte.
Vorrei del tempo per me. E che quel tempo non mi sembri rubato.
Desidero riconoscenza. Sì, riconoscenza. Non essere scontata insomma.
E non mi frega più la storia dell’anello. Che quello brilla e basta. E solo le cretine ormai fanno Oh! con la bocca spalancata.
A me incanta un uomo su cui contare e per cui conto. Senza riti. Salamelecchi e contorno.
A me piace il dolce. Quello che assaggio dal mio compagno perché sono a dieta sempre.
Desidero una parola regalata una sera in cui sono ubriaca d’amore.
Desidero calzini puliti nel cassetto giusto.
Chi arriva prima prepara la cena. Neanche a dirlo.
Desidero un posto in cui nascondermi quando non ne posso più. Che sia solo mio. In cui nessuno possa entrare.
Proprio nessuno. In cui posso perdermi e ritrovarmi e poi perdermi ancora, sai Babbo Natale, noi donne siamo impossibili, spesso facciamo tutto da sole.
Desidero potermi dissolvere ogni tanto senza che qualcuno mi dica: ma tu sei la madre,o la Figlia!!!! Cazzo, lo so!
Voglio silenzio, e ballare a piedi nudi. Che i tacchi li hanno solo le fighette.
Portare le rughe al meglio che posso.
Desidero che non mi porti un vestito taglia 38, ma uno taglia 50 così mi posso sentire magra, magrissima.
Vorrei coraggio da vendere per sentirmi forte quando sono fragile.
Vorrei svegliarmi con un po’ di trucco che non sbavi dopo cinque secondi.
Uno specchio magico che inventi gli addominali anche su di me.
Una borsa piccola ma che sia grande che contenga tutto. Emozioni. Pianti. Paure. Salviette. Fazzoletti. Buon umore.
Caro Babbo Natale, avrei un’ultima richiesta da farti.
Forse la più importante.
Vorrei per ogni donna sulla terra uomini capaci di essere tali.
Che non picchino.
Che non demandino.
Che non opprimano.
Che non violentino.
Che non ci rubino la vita.
Lo so, hai molto lavoro da fare, ma noi abbiamo un’esistenza e una sola.
Non possiamo tanto girarci in giro.
Le donne muoiono davvero. A volte dentro e restano vive.
Nessun regalo stantio per noi.
Buttali nel cesso.
Regalali alla matrigna di Cenerentola.
Alla strega cattiva.
Al mago di Oz.
Ma non a noi.
Noi meritiamo di più di un bracciale o un anello che luccica.
Meritiamo di più. Le stesse opportunità dei nostri uomini.
Una vita che sappia d’amore e di rispetto. E che sia per sempre.
Quella sì che luccica, e sa di meraviglia.
Fonte: web