Mamma mi allacci le scarpe per favore?

Mamma mi allacci le scarpe per favore?
“Mamma, potresti aiutarmi ad allacciare le scarpe, per favore?”.
“Puoi farlo da sola, amore”.
“Ma perché? Le altre mamme lo fanno”.
“Ti ho già fatto vedere come si fa, ora te lo faccio vedere un’altra volta ancora, poi però devi farlo tu…Guarda bene… Ecco fatto”.
“Ma mi hai allacciato solo una scarpa! E l’altra?”.
“Mi hai chiesto un aiuto e io te l’ho dato. L’altra puoi allacciarla tu”.
“Non sono capace”.
“Ne sei sicura?”.
“Sì”.
“Ci hai provato?”.
“Lo sai che ci ho provato, non ci riesco”.
“Forse è perché non hai provato abbastanza”.
“Tu non mi vuoi bene”.
“Davvero pensi che voler bene significhi che una mamma debba sempre fare le cose al posto di suo figlio? Non è così, cuore mio. Io posso insegnarti ad allacciare le scarpe ma poi devi essere tu a farlo. Nella vita non ci sarò sempre. Un giorno ti ritroverai da sola a dover affrontare cose molto più difficili del laccio a una scarpa. E davanti a quelle cose io non potrò insegnarti a cavartela, dovrai fare tutto tu e dovrai provare mille volte prima di riuscire a superare un ostacolo. Io non voglio che tu ti arrenda. Tu non devi arrenderti mai. Mi hai capito? Non voglio che tu dica di non essere capace a fare qualcosa. E credi in te stessa ogni giorno della tua vita. Non dubitare mai di te. Prova, prova ancora, prova finché non potrai uscire per strada e gridare finalmente al vento che ce l’hai fatta”.
-Sabrina Ferri –

Fonte: web

Mamme , le nuove insegnanti …

Mamme , le nuove insegnanti
Azzolina…gioia della casa…Courtney Cox dei poveri…senti a me: inventati qualcosa per settembre, perché io la notte sogno classroom.
Sogno il mouse del pc che mi insegue per casa.
La maestra ha inserito un nuovo compito: crea la riproduzione della Torre Eiffel in 3D usando solo materiale di recupero (la sentite la mia risata isterica), poi fate le foto del lavoro, incollatela su un documento word, fateci le didascalie e inviatele nella prima notte di luna calante mentre cantate l’inno d’Italia.
Mamma mi dici una frase che io ci faccio l’analisi logica?
Vai amore, scrivi questa:
“Le mie ovaie sono talmente sature di compiti e videolezioni, che preferirei schiacciare ricci col culo piuttosto che correggere un altro esercizio”.
Mamma ma “col culo” che complemento è?
Dettagli…
Mamma adesso correggiamo matematica?
Certo, non aspettavo altro. Figurati, volevo farmi una doccia e tagliarmi le unghie, ma vuoi mettere un bel ripasso di equivalenze e percentuali?
Mamma devo fare i ritmi! Che colore uso?
Fai tu…
Rosso e blu?
Va bene!
Verde e giallo?
Amore quello che vuoi…
Pennarelli?
Davvero, guarda sentiti libero…
Forse meglio pastelli mamma…
Si, meglio pastelli…
Ma sei matta mamma, con i pastelli ci metto un secolo! Pennarelli!
SIGNORE
PORTAMI
VIA
DOLCEMENTE
Azzolina….de me ce devi ave’ paura, non del covid…
Tante mamme disperate!!!….e pure qualche papà.

Fonte web

L’immagine è stata reperita da Google

E ho capito, caro Babbo Natale, che io non ho più niente da chiederti

E ho capito, caro Babbo Natale,  che io non ho più niente da chiederti
“Vuole sedersi?”
“No tesoro, grazie. Devo scenne tra 4 fermate m’hanno detto, ma non so’ sicura. Non lo prendo mai st’autobus”.
Pochi denti, i capelli bianchi e …il viso di chi ne ha passate talmente tante che non c’ha da incazzarsi per lo sciopero, il traffico,
le manifestazioni e conserva in un’ espressione serena ma non rassegnata le ultime energie per una giornata
cominciata troppo presto e che, sa già, finirà molto tardi.
“Dove deve andare esattamente? Magari le so dare un’indicazione più precisa”.
“Al Policlinico tesoro, non per me eh. Lo vedi sto borsone? Dentro ce stanno due pigiami profumati e la cena per mio figlio.
So’ tanto gentili la’, ma non sanno cucina’!”.
Non ce l’ho fatta a trattermi.
“E perché sta in ospedale suo figlio?”.
“Eh tesoro, perché la vita ha deciso che era giusto così. C’ha la sclerosi. Ha subito un intervento d’urgenza per una complicazione…
E mo’ se deve riprende, perché c’ha due figli che hanno chiesto a Babbo Natale che rivogliono come regalo il papà a casa!
Il più grande ha 12 anni. Oggi m’ha detto: -Nonna io sono forte, se hai bisogno appoggiati a me che noi ci siamo appoggiati troppo a te.
Eh niente tesoro mio, capisci? Una trova la forza pure de sposta’ le montagne.
Mo’ sto ad anna’ la’, lo sistemo bene bene, je metto il pigiama pulito, je faccio mangia’ le cose buone e je faccio un discorsetto.
Quello se vole lascia anda’, ma non sa che se perde se chiude quell’occhi. Se perde quelle due creature che se meritano il mondo, ma no il mondo che vedemo noi, quello bello che vedono loro”.
Sono scesa alla fermata con lei.
“Ah guardi scendo pure io qua, ce facciamo un pezzo de strada insieme, me dia il borsone così faccio palestra!”
Eh no.
Io non dovevo scendere lì.
Ma penso che non ci fosse fermata più giusta di quella.
L’ho lasciata all’ingresso, l’ho salutata con un abbraccio come fosse la mia di nonna.
Non so come si chiama.
Ma se Babbo Natale esiste, signori miei, io l’ho incontrato stasera.
Aveva un borsone con due pigiami puliti e la cena per il figlio. Due occhi pieni di spudorata dolcezza,
tante rughe e pochi denti e mi ha detto: “Buon Natale tesoro, grazie eh, non prende freddo!”.
E ho capito che, Caro Babbo Natale, io non ho niente di più da chiederti, se non una supplica:
non togliermi quello che già ho, inclusi i giorni a lavoro di merda, i casini, gli scioperi, il freddo, le attese alla fermata,
i “visualizzato non risposto”, i “ti richiamo” mai arrivati, i messaggi del cazzo.
La mia vita, così com’è, è il più grande lusso al quale potessi aspirare.
Lasciamela così: con qualche piccolo sogno realizzato qua e là da condividere con chi amo.
Grazie
E buon natale a tutti…
Fonte: web

Il conto

Il conto

Il conto.
Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano.

Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani col grembiule e lesse quanto vi era scritto:

“Per aver strappato le erbacce dal vialetto: Euro 5 …
Per avere ordinato la mia cameretta:Euro 10…
Per essere andato a comperare il latte: Euro 15…
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): Euro 15…
Per aver preso due volte ottimo a scuola: Euro 10…
Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere: Euro 8… “Totale: Euro 48”.

La mamma fissò il figlio negli occhi, teneramente.
La sua mente si affollò di ricordi.

Prese una biro e sul retro del foglietto scrisse:
“Per averti portato in grembo per 9 mesi: Euro 0…
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: Euro 0…
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: Euro 0…
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: Euro 0…
Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo giorno: Euro 0…
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e i panini che ti ho preparato: Euro 0…
Per la vita che ti do ogni giorno: Euro 0… “Totale: Euro 0”.
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi…

Girò il foglio e sul suo conto scrisse: “Pagato”.

Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.

(B. Ferrero)

Fonte: web

Tutto quello che fai nella vita, ti verrà restituito

Tutto quello che fai nella vita, ti verrà restituito
Tutto quello che fai nella vita, ti verrà restituito

Un figlio, dopo la morte del padre, un giorno decise di portare la madre in una casa di riposo e pensò che sarebbe andato a farle visita ogni tanto.
Poco tempo dopo il ricovero, ricevette una telefonata dalla casa di riposo, sua mamma stava morendo.
Si precipitò al capezzale della madre, poi con un filo di voce le chiese : “cosa vuoi che faccia per te, mamma?
Triste la mamma gli rispose: “Semina amore”
Voglio che fai mettere dei ventilatori qui nell’ospizio, perché non ci sono e il calore è insopportabile.
Voglio che compri anche dei frigoriferi, così il cibo non diventerà avariato”
Troppe notti sono andata a dormire senza aver mangiato niente.

Il figlio sorpreso le disse:
“Ma adesso mi stai chiedendo queste cose , mentre stai morendo? Perchè non me lo hai mai detto prima?”
La madre rispose triste: -Io mi sono abituata a convivere con la fame e il caldo,
ma la mia paura è che tu non possa abituarti, quando i tuoi figli non si prenderanno più cura di te e ti manderanno qui,
quando sarai vecchio!!-

Ricorda sempre :

Tutto quello che fai nella vita…
Ti verrà restituito

Fonte: web

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