Non diventerò una stella,diventerò una leggenda

Non diventerò una stella,diventerò una leggenda
Si può essere tutto ciò che si vuol essere, basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere!
Non diventerò una stella,diventerò una leggenda!
Voglio essere il Rudolf Nureiev del rock n’roll.
Se avessi voluto dei bambini sarei andato da Harrods e ne avrei comprato uno.
Vendono di tutto li. Se ne prendi 2, ti regalano anche la tata!
Non mi sono mai sentito il leader dei Queen.
La persona più importante,forse…Ho sempre saputo di essere una star, ora tutto il mondo è d’accordo con me.
Se alla gente non piace quello che facciamo mi dispiace, soprattutto perchè siamo la migliore rock-band del momento.
Non sono uno di quelli ossessionati dalle celebrità.Come potrei esserlo? Sono io una celebrità!
Non so perchè vogliono che ci ispiriamo alla musica di altre band.
I Queen sono troppo grandi per farlo!
Il successo mi ha portato miliardi e fama mondiale, ma non quello di cui tutti abbiamo bisogno: un rapporto d’amore.
La storia d’amore tra me e Mary Austin è finita in lacrime, ma ne è nato uno stretto legame, e si tratta di qualcosa che nessuno può portarci via.
E’ fuori portata… Tutti i miei amanti mi chiedono perché mai non possano sostituirla, ma è semplicemente impossibile.
La sola amica che ho è Mary e non ne voglio altre.
Potrei avere tutti i problemi del mondo, ma avrei Mary, e questo me li farebbe superare.
Per quanto mi riguarda è come se fosse mia moglie secondo la legge davvero, è proprio come un matrimonio.
Crediamo l’uno nell’altra, e questo ci basta.
Non potrei innamorarmi di un uomo allo stesso modo in cui mi sono innamorato di Mary.

Freddie Mercury

Fonte: web

Lettera di un gatto

Lettera di un gatto
Sai, anche io sono stato bambino.
Sai, anche io ho avuto una mamma e Dio solo sa come era bella.
Me la immagino nera con una lunga coda grigia, lunghi baffetti sul musetto e due occhi verdi come il mare… Come i miei!
Sai anche io sono inciampato sulle mie zampine rincorrendo le farfalle. Ero così buffo! E anche io sono stato cullato dalle fusa di mia mamma.
Lei era lì quando mi è caduto il primo dentino, quando ho imparato a cacciare i topolini, ma sai di mangiarli proprio non mi andava. Era lì quando mi mettevo nei guai.
E lei era lì quando ha dovuto dirmi addio.
Non so perché l’ha fatto… sentivo degli umani che mentre la portavano via mormoravano ‘forse è stata investita, o avvelenata, buttiamola via ormai è morta’.
Sì, tu non mi hai visto, ma anche io sono stato bambino. Poi non so cosa sia successo. Poi ho dovuto affrontare il mondo da solo.
Poi sono cresciuto e ho perso il bambino dentro me.
Sono diventato l’ombra di me stesso.
Quel bambino, è diventato uno fra tanti.
Mi chiamavano “gattaccio” oppure “vai via”.
Per anni ho rotto le buste della spazzatura, ma trovavo poco e niente.
Per anni ho dormito sotto la pioggia, al freddo.
Per anni ho faticato a trovare da bere.
Per anni ho sofferto il caldo.
Per anni ho sentito sempre la stessa frase: “non dargli da mangiare, perché poi si abitua e viene sempre qui. E poi porta malattie”.
Ma io non volevo abituarmi. Io volevo solo smettere di avere fame. Volevo solo vivere.
Ho vagabondato a lungo senza mai fermarmi. Ho conosciuto la cattiveria, la fame, la sete, il freddo, la solitudine e la cosa più triste: l’indifferenza dei passanti.

Ho conosciuto ciò che mi stava uccidendo, prima di arrivare da te.
Prima di arrivare finalmente nel giardino giusto, circondato da mani gentili, pappa buona e finalmente una ciotola d’acqua, una cuccia e le carezze.
Tu mi hai preso per mano, mi hai portato in un sogno. Mi hai portato in un posto magico dove non esiste dolore. Dove esiste la sicurezza di essere tutto per qualcuno.
E non importa se tu pensi sempre di non fare abbastanza.
Non importa se a volte litigheremo perché non prenderò le medicine.
Non importa se a volte sei stanca e non mi parli. Non importa se pensi di non essere all’altezza. Non mi importa nulla perchè tu sei il mio tutto. Perché tu mi hai salvato. Perchè tu come nessuno prima, ha creduto in me. Perché tu ci sei sempre e comunque.

Ora forse ho 10/12 anni boh…
Ed è vero che gli altri li ho vissuti nell’ombra.
Ma io da oggi ho una nuova vita, ho ritrovato il bambino che tanto avevo cercato.
E ho trovato una nuova mamma.
E adesso sì, sono sempre solo un gatto.
Ma sono il tuo gatto e spero questo ti basti per essere felice.

Fonte: web

Dall’uovo di Pasqua

Dall’uovo di Pasqua
Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”

-Gianni Rodari-
Dal web

La pallavolo vista da un genitore

La pallavolo vista da un genitore
La pallavolo vista da un genitore che ha capito

Un amico chiede: “Perché continui a pagare soldi per far fare pallavolo ai tuoi figli?”
Beh, devo confessarvi che io non pago per far fare pallavolo ai miei figli; personalmente non può importarmi di meno della pallavolo.
Quindi se non sto pagando per la pallavolo per cosa sto pagando?
» Pago per quei momenti in cui i miei figli son così stanchi che vorrebbero smettere ma non lo fanno;
» Pago per quei giorni in cui i miei figli tornano a casa da scuola troppo stanchi per andare in palestra ma ci vanno lo stesso;
» Pago perchè i miei figli imparino la disciplina;
» Pago perchè i miei figli imparino ad aver cura del proprio corpo;
» Pago perchè i miei figli imparino a lavorare con gli altri e a essere buoni compagni di squadra;
» Pago perchè i miei figli imparino a gestire la delusione quando non ottengono la vittoria che speravano di avere ma devono ancora lavorare duramente;
» Pago perchè i miei figli imparino a crearsi degli obiettivi e a raggiungerli;
» Pago perchè i miei figli imparino che ci vogliono ore ed ore ed ore di duro lavoro e allenamento per creare un atleta, e che il successo non arriva da un giorno all’altro..
» Pago per l’opportunità che hanno e avranno i miei figli, di fare amicizie che durino una vita intera;
» Pago perchè i miei figli possano stare in una palestra piuttosto che davanti a uno schermo.
Potrei andare avanti ancora ma, per farla breve, io non pago per la pallavolo ; pago per le opportunità che la pallavolo dà ai miei figli di sviluppare qualità che serviranno loro per tutta la vita e per dar loro l’opportunità di far del bene alla vita degli altri.
Fonte: web

Seppie ripiene con patate al forno


  • Per il ripieno:

.Tagliate le teste delle seppie e alcuni calamari  a pezzettini
.Prendete un po’ di mollica bagnata nel latte
.1 uovo intero
.sale qb
.pepe qb
.1 patata schiacciata
.pecorino
.prezzemolo e aglio tritato molto fine
.pane grattugiato

Fate saltare i calamari e le seppie in padella con il prezzemolo e l’aglio ,poi sfumate con il vino bianco.

Lasciate raffreddare e procedete riempiendo le seppie

con il composto che avete preparato

chiuderete le seppie con gli stuzzicadenti.

Coprite la pirofila con la carta da forno

Tagliate le patate a pezzetti piccoli

mettete seppie e patate nella teglia

cospargete col prezzemolo tritato fine

olio evo e sale qb

Infornare per 35/40 minuti

Buon appetito

Ricetta di Michela Trichiolo Pirola