La pallavolo vista da un genitore

La pallavolo vista da un genitore
La pallavolo vista da un genitore che ha capito

Un amico chiede: “Perché continui a pagare soldi per far fare pallavolo ai tuoi figli?”
Beh, devo confessarvi che io non pago per far fare pallavolo ai miei figli; personalmente non può importarmi di meno della pallavolo.
Quindi se non sto pagando per la pallavolo per cosa sto pagando?
» Pago per quei momenti in cui i miei figli son così stanchi che vorrebbero smettere ma non lo fanno;
» Pago per quei giorni in cui i miei figli tornano a casa da scuola troppo stanchi per andare in palestra ma ci vanno lo stesso;
» Pago perchè i miei figli imparino la disciplina;
» Pago perchè i miei figli imparino ad aver cura del proprio corpo;
» Pago perchè i miei figli imparino a lavorare con gli altri e a essere buoni compagni di squadra;
» Pago perchè i miei figli imparino a gestire la delusione quando non ottengono la vittoria che speravano di avere ma devono ancora lavorare duramente;
» Pago perchè i miei figli imparino a crearsi degli obiettivi e a raggiungerli;
» Pago perchè i miei figli imparino che ci vogliono ore ed ore ed ore di duro lavoro e allenamento per creare un atleta, e che il successo non arriva da un giorno all’altro..
» Pago per l’opportunità che hanno e avranno i miei figli, di fare amicizie che durino una vita intera;
» Pago perchè i miei figli possano stare in una palestra piuttosto che davanti a uno schermo.
Potrei andare avanti ancora ma, per farla breve, io non pago per la pallavolo ; pago per le opportunità che la pallavolo dà ai miei figli di sviluppare qualità che serviranno loro per tutta la vita e per dar loro l’opportunità di far del bene alla vita degli altri.
Fonte: web

Il “buco dell’ozono” semplicemente

Il "buco dell'ozono" semplicemente
La Terra è circondata da uno scudo protettivo, che si chiama “atmosfera”.
L’ozono è un gas presente nell’atmosfera, così come l’ossigeno, sostanza fondamentale per la sopravvivenza degli esseri viventi.
L’ossigeno è come una vera e propria barriera che assorbe le radiazioni ultraviolette emesse dai raggi del sole,
che possono essere molto pericolose per la salute e il benessere degli esseri viventi.
Lo strato di ozono ci difende da questi rischi, impedendo ai raggi del sole di giungere fino alla Terra.

Buco dell’ozono: cause e rimedi

Le cause del buco dell’ozono sono causate dallo smog e all’eccessivo uso di alcuni tipi di gas che, con il passare degli anni,
hanno ridotto sempre di più lo strato di ozono presente nell’atmosfera, creando così dei grossi buchi in corrispondenza dei poli .
La scoperta è stata resa nota nel 1985 da un gruppo di scienziati che notarono una diminuzione del 40% dello strato
di ozono in corrispondenza del polo sud.
I gas che hanno causato il buco dell’ozono sono detti clorofluorocarburi,
utilizzati soprattutto negli impianti di refrigerazione, negli insetticidi e nelle bombolette spray.

Per far fronte a un problema di carattere globale, la comunità internazionale ha vietato il commercio di tutte
le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono. Dobbiamo imparare ad essere più consapevoli ,
e per fare ciò , è importante educare i ragazzi a rispettare la natura, fin dalla tenera età.

Rivestono un ruolo fondamentale genitori e insegnanti,
che hanno l’importante compito di far assumere ai bambini maggiore coscienza civica e un forte senso di responsabilità,
principi essenziali per il loro futuro e per quello del nostro pianeta.

Fonte: retecologica

Emanuela Orlandi “un caso irrisolto che dura da 32 anni”

Emanuela Orlandi  "un caso irrisolto che dura da 32 anni"

Emanuela Orlandi “un caso irrisolto che dura da 32 anni”

Sono passati 32 anni dalla misteriosa scomparsa, la Procura di Roma chiude il caso chiedendo l’archiviazione , una dolorosa vicenda mai risolta e tuttora avvolta dal mistero “la scomparsa di Emanuela Orlandi” avvenuta il 22 giugno 1983.
Emanuela, figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia quando scomparve aveva 15 anni .
Ciò che sembrava il momentaneo allontanamento da casa di un’adolescente, acquistò ben presto i contorni di un caso intricato, diventando un giallo che ad oggi non ha ancora trovato alcuna soluzione.
Emanuela sparì in circostanze misteriose, dopo essere uscita con dieci minuti di anticipo dalla lezione di musica che frequentava in territorio vaticano.
Quel giorno chiamò la sorella per dirle che le era stato proposto un lavoro di volantinaggio per una nota azienda di cosmetici , un lavoro ben pagato che stava pensando di accettare.
Subito dopo incontrò un’amica che l’accompagnò alla fermata dell’autobus che l’avrebbe portata a casa, dove si fermò a parlare con un uomo a bordo di una Bmw nera sulla quale forse salì.
Da allora indagini, ricerche infruttuose e telefonate di depistaggio si susseguirono incessantemente, accendendo inizialmente le speranze della famiglia Orlandi
per poi prendere la deriva della inattendibilità.
Ricordiamo anche la telefonata del 25 giugno fatta da un certo “Pierluigi”, che raccontò di due ragazze avvistate in Campo dei Fiori, una delle quali si chiamava Barbara,
vendeva cosmetici ed aveva con sé un flauto.
L’uomo diede particolari riconducibili ad Emanuela,disse che Barbara si rifiutò di suonare il flauto perché si vergognava dei suoi occhiali a goccia, per correggere l’astigmatismo.
Pierluigi non fornì però elementi che permettessero di rintracciare Emanuela e rifiutò un incontro in Vaticano con uno zio della ragazza.
La vicenda di Emanuela Orlandi fu ricollegata alla scomparsa quasi contemporanea (7 maggio 1983) di un’altra adolescente romana mai più ritrovata: Mirella Gregori,
ed ha coinvolto lo Stato Italiano, il Vaticano,
i servizi segreti e la Banda della Magliana.
Durante questi anni di indagini, sono stati indagati 5 soggetti collegati a vario titolo alla banda della Magliana.
Ci fu inoltre la pista dei presunti collegamenti con l’attentato a Giovanni Paolo II e le 16 telefonate di un misterioso uomo dall’accento straniero
ribattezzato “l’Amerikano” che, facendo riferimento alla scomparsa di Emanuela Orlandi, rivelò di tenerla in ostaggio, auspicando l’intervento di papa Wojtyla e proponendo uno ‘scambio’ che chiedeva la liberazione di Ali Agca entro il 20 luglio.
Gli sforzi investigativi durati 30 anni però non hanno portato a niente: ad oggi non risulta esserci alcuna traccia della cittadina vaticana, né è mai stato chiarito quale sia stata la natura della sua sparizione.
La Procura di Roma, dopo oltre 30 anni di indagini a vuoto, chiedendo l’archiviazione del caso ha escluso in 47 pagine di motivazioni il coinvolgimento della Banda Magliana nella sparizione della Orlandi.

Fonte: urbanpost

La storia del leone Christian

La storia del leone Christian

La storia del leone Christian

Ho visto questo video decine di volte,ogni volta che lo rivedo provo sempre la stessa emozione.

Circa 40 anni fa 2 ragazzi trovarono un cucciolo dio leone e decisero di adottarlo.
Il parroco del paese li aiutò mettendo a disposizione un terreno nel quale poterlo crescere.
Con il passare degli anni Christian cresceva e, essendo potenzialmente pericoloso per gli altri,
furono costretti a portarlo nel suo ambiente naturale, dove , a malincuore, lo lasciarono.
Qualche anno dopo decisero di andarlo a trovare per vedere se, anche a distanza di tempo li avrebbe riconosciuti.
Tutti sconsigliarono i ragazzi di provare questa impresa.
Il leone ormai era diventato adulto, quindi sarebbe stato molto pericoloso rischiare un incontro con lui.
Questo è il risultato….
Fonte: web

Solidarietà è anche questo “salvare un cane da morte certa”. Video

Motociclisti sbarrano la strada

Solidarietà è anche questo “salvare un cane da morte certa”.

I ragazzi stavano viaggiando in gruppo con le loro motociclette, quando si accorgono che c’è un cane che corre in mezzo al traffico.
In questi casi “morte sicura” .
Non aspettano nemmeno un secondo.
Devono far qualcosa per salvarlo.
Bloccano la strada dalle auto che passano veloci e cercano di avvicinare il cane che fugge spaventato.
Si dividono in vari punti della strada,alcuni scendono dalla moto e, finalmente, riescono ad afferrarlo e prenderlo in braccio.
Gli hanno salvato la vita!
Un gesto ammirevole, d’amore e solidarietà.
Perchè la solidarietà nei confronti degli altri, non riguarda soltanto l’uomo, riguarda anche gli animali.

Ezio e Marcy